L'Italia
calcistica spera e trema, il suo destino sta per compiersi. È
arrivata l'ora dello spareggio. Gattuso sta facendo leva
sull'orgoglio, sprona i suoi a mettere in campo ogni residua energia,
fa appello all'importanza della partita. Ha scelto Bergamo perché
voleva uno stadio che mettesse pressione agli avversari e desse una
spinta ai suoi giocatori. La qualificazione al prossimo Mondiale è
assurta a questione nazionale. Il passato pesa e rammenta un tempo
che fu pure glorioso, il presente racconta di un movimento in piena
crisi di risultati. È tutto noto: la Serie A ha un
livello sufficiente che tende alla mediocrità, si gioca a ritmi
bassi e il tatticismo è esasperato; mancano i talenti, giovani e
forti italiani non ce ne sono, e se ci fossero non sarebbero
schierati. La Figc è gestita all'insegna della rendita di posizione,
ai dirigenti basta rimanere in carica, hanno un solo obiettivo:
resistere. E anche l'Irlanda fa paura e suscita apprensione, ma non
sarà mica finita, dopo bisognerà vincere in Bosnia o Galles. Gli
azzurri hanno le potenzialità per ottenere la qualificazione, ma il football sa diventare complesso e l'aspetto emotivo, molto spesso,
diventa decisivo. Gattuso è uomo retto e tecnico normale, e ha dichiarato che sente il peso della responsabilità. Perché così è il calcio: diventa questione molto seria.
QUALIFICAZIONE MONDIALE
Ha l'Italia sulle sue spalle