E così il Lugano ha perso in amichevole contro il Taverne.
La notizia, anche se la partita non rivestiva grande importanza, ha suscitato
un po’ di scalpore. A Cadro, è finita 3 a 1 per la squadra del presidente Novoselskyi, ovviamente
orgogliosissimo a bordo campo nell’assistere alla vittoria della sua squadra di
Prima Lega (attualmente 4. in classifica).
Se il Taverne, trascinato da capitan Sabbatini (autore anche di un gol) è una squadra formata da ragazzi di talento che avevano grande voglia di mettersi in mostra, il Lugano ha schierato alcuni giocatori che raramente trovano molto spazio in prima squadra.
Da Braul-Guillard a Kendouci, da Pihlstrom ad Alioski, da Carbone a capitan Bottani, hanno avuto tutti una chance dal primo minuto.
Ha giocato anche Marques (uscito per un altro problemino fisico), così come Dos Santos e Kelvin: insomma, non proprio dei “signori nessuno”.
Sarà stata la mancanza di motivazione (!) o di ritmo gara, ma i bianconeri hanno sofferto l’intensità del Taverne, che ha gestito la partita senza troppi problemi fino agli ultimi 20 minuti di partita, quando Croci-Torti ha inserito alcuni giovani interessanti come Tiraboschi, Raffa o Riva.
Con questi ragazzi in campo, il Lugano ha cambiato marcia, ha colpito un palo e una traversa e ha messo sotto il Taverne.
Insomma, nel calcio di oggi, al di là delle qualità tecniche, ancora tutte da verificare in casa bianconera, conta lo spirito e l’atteggiamento con cui si affrontano le partite, anche quelle amichevoli.
Cosa dedurre dunque dalla partita di ieri? Semplicemente che ci sono giocatori che in questa stagione hanno goduto di poco spazio, semplicemente perché non hanno mai dimostrato di possedere il livello dei “titolari”.
La sfida col Taverne ha fatto squillare un piccolo campanello d’allarme: per il DS Pelzer ci sarà tanto da lavorare nel prossimo mercato estivo, soprattutto se la squadra si qualificherà per l’Europa.
In quel caso, anche le “riserve” dovranno recitare un ruolo importante.
Se il Taverne, trascinato da capitan Sabbatini (autore anche di un gol) è una squadra formata da ragazzi di talento che avevano grande voglia di mettersi in mostra, il Lugano ha schierato alcuni giocatori che raramente trovano molto spazio in prima squadra.
Da Braul-Guillard a Kendouci, da Pihlstrom ad Alioski, da Carbone a capitan Bottani, hanno avuto tutti una chance dal primo minuto.
Ha giocato anche Marques (uscito per un altro problemino fisico), così come Dos Santos e Kelvin: insomma, non proprio dei “signori nessuno”.
Sarà stata la mancanza di motivazione (!) o di ritmo gara, ma i bianconeri hanno sofferto l’intensità del Taverne, che ha gestito la partita senza troppi problemi fino agli ultimi 20 minuti di partita, quando Croci-Torti ha inserito alcuni giovani interessanti come Tiraboschi, Raffa o Riva.
Con questi ragazzi in campo, il Lugano ha cambiato marcia, ha colpito un palo e una traversa e ha messo sotto il Taverne.
Insomma, nel calcio di oggi, al di là delle qualità tecniche, ancora tutte da verificare in casa bianconera, conta lo spirito e l’atteggiamento con cui si affrontano le partite, anche quelle amichevoli.
Cosa dedurre dunque dalla partita di ieri? Semplicemente che ci sono giocatori che in questa stagione hanno goduto di poco spazio, semplicemente perché non hanno mai dimostrato di possedere il livello dei “titolari”.
La sfida col Taverne ha fatto squillare un piccolo campanello d’allarme: per il DS Pelzer ci sarà tanto da lavorare nel prossimo mercato estivo, soprattutto se la squadra si qualificherà per l’Europa.
In quel caso, anche le “riserve” dovranno recitare un ruolo importante.
(Foto Georgy Stojanov)