Al termine di gara-4, partita che ha sancito la fine della stagione del
Lugano, c’è tanta delusione nell’ambiente bianconero ma anche qualche venatura
di orgoglio emersa soprattutto dopo il lungo tributo che il pubblico della Cornèr
Arena ha riservato a Dario Simion e compagni, come ci confida lo stesso
attaccante valmaggese: “L’affetto dei tifosi non può che rincuorarci, ci hanno
supportato dal primo all’ultimo secondo questa stagione, anche quando all’inizio
le cose non giravano come volevamo. Penso abbiano capito che c’è sempre stata
la volontà e l’impegno da parte di tutti e questo per loro era la cosa più
importante. Avremmo voluto regalare loro qualche emozione e qualche
soddisfazione in più ma dobbiamo purtroppo rimandarle alla prossima stagione”.
Se davvero esistesse un Dio dell’hockey, avrebbe dovuto
darvi una mano per quanto siete riusciti a fare in questa gara-4. Purtroppo
sembra abbia guardato altrove e uscite con un 4-0 che non vi rende giustizia:
“Sì, fa male essere eliminati in sole quattro partite,
specialmente pensando al fatto che di queste ne abbiamo giocate tre su ottimi
livelli, con l’esito che poteva andare sia da una parte che dall’altra. Lo
Zurigo è una squadra di esperienza e abituata a giocare in questo tipo di situazioni,
non posso dire altro che semplicemente sono stati più bravi di noi”.
Potendo tornare indietro, scegliereste ancora i Lions come
avversari oppure sarebbe stato meglio affrontare il Ginevra, con qualche chance
di risultato in più ma logorante sul piano della lunga trasferta?
“No, siamo comunque convinti che lo Zurigo fosse l’avversario
migliore per noi. Questa serie ci ha aiutato a capire cosa serve per arrivare fino
in fondo, confrontarsi contro i campioni in carica e favoriti anche per questo
campionato ci fa capire che per proseguire nei playoff dobbiamo riuscire a battere
questo tipo di squadre. È stata una lezione che in futuro porterà i suoi benefici”.
Tornando a questa partita, il rimpasto delle linee
offensive quanto vi ha fatto bene? Dall’esterno è sembrato che fosse necessario
portare nuovi stimoli e “abbandonare” la continuità:
“Penso che sia stata una buona idea da parte dello staff
tecnico. Ci voleva un pizzico di nuova energia e una nuova comunicazione all’interno
dei terzetti. Sapevamo che qualcosa dovevamo tentare dopo tre sconfitte per
finalmente vincere una partita, purtroppo non ha portato i suoi frutti e come
in occasione delle prime due sfide ci tocca salvare la prestazione ma non il
risultato”.
In vista della prossima stagione, questa eliminazione
quanta rabbia agonistica vi dovrà generare? L’esito della serie sulla carta è
pesante ma il ghiaccio ha detto tutt’altro, dimostrando che il divario non è
così ampio:
“Ovviamente. A caldo prevalgono delusione e amarezza ma
presto realizzeremo di aver raggiunto una nuova consapevolezza, manca ancora
qualcosa per potercela giocare contro le favorite, ma nemmeno tantissimo. Avremo
modo di lavorare durante l’estate e migliorare quei piccoli dettagli che ci
permetteranno di essere al pari di queste squadre”.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)