È stata una stagione esaltante e più che positiva.
L’eliminazione ai quarti dev’essere presa come un insegnamento per il futuro.
Si dovrà fare tesoro di queste quattro partite giocate contro i campioni
svizzeri per avvicinarsi a competere con squadre maggiormente strutturate. A
livello tecnico-tattico il Lugano ha dimostrato di potersela giocare, ma dal
lato dei dettagli e di come si devono gestire le forze di una partita, c’è
ancora da lavorare. Tutto normale, dopo una stagione come quella di un anno fa,
per cui quanto è stato sviluppato quest’anno è da considerarsi più che
positivo. Sì, perché ricostruire non è mai facile e dobbiamo darne atto al General
Manager Janick Steinmann, il quale in pochi mesi ha già fatto tantissimo. In
primis, il fatto di aver azzeccato in toto lo staff tecnico, dettaglio non
indifferente e fondamentale se si vuole costruire per tornare tra le prime
della classe.
Se l’obiettivo della regular season è stato centrato, nei
playoff, complice il destino di trovarsi la squadra più forte, completa, e
smaliziata del campionato, c’è ancora margine di crescita. Steinmann questo lo
sa benissimo e sta già lavorando per la prossima stagione sul capitolo
stranieri. Partiranno Carrick e Sgarbossa nonostante un contratto in essere ma
con buone possibilità di accasarsi altrove, mentre Sekac tornerà in patria. Giungeranno
a naturale scadenza i contratti di Valk, Emanuelsson (rientrerà al Luleå) e
Perlini. Quest’ultimo troppo poco finalizzatore per far parte del progetto, ma al
quale va riconosciuta grande professionalità e dedizione alla causa bianconera.
Occorrono ora altri tre o quattro stranieri che sappiano colmare il divario visto
nei playoff. Il Direttore sportivo ci sta lavorando e ha già confermato per i
prossimi due campionati Dahlström e Sanford: il primo molto solido in difesa,
il secondo sorpresa positiva con numeri da top player nel nostro campionato. Jere
Innala, anch’esso legato al club fino al 2028, promette grandi cose mentre pure
Kupari sarà da ritenere come un nuovo acquisto, considerato che è rientrato da
poche settimane. Il finlandese ha già fatto vedere di avere grandi qualità e
una classe cristallina, oltre ad una buona struttura fisica. Ha tutti i requisiti
per diventare il beniamino di una tifoseria bianconera che ha ritrovato
entusiasmo e amore verso l’intera organizzazione. Lo striscione esposto dalla
Curva Nord all’inizio di gara-4, il quale citava “una città, tre colori, una
curva”, e il tanto sostegno lungo tutta la stagione stanno a dimostrare l’affetto
attorno ad un club che vuole tornare ai vertici dell’hockey svizzero.
Le basi ci sono, con l’arrivo di qualche innesto di valore e
il suggestivo, quanto auspicato, ritorno di Elvis Merzlikins a partire dall’estate
del 2027 si potrà pensare di programmare nuovamente l’assalto al titolo…
(Foto Ticishot-Simone Andriani)