La luce in fondo al tunnel è sempre più visibile. Sono ben
quattro i matchball che l’Ambrì avrà a disposizione per mettere finalmente agli
archivi questa tribolata stagione. Guai però a dichiarare battuto l’Ajoie, che
anche in gara-3 alla Gottardo Arena ha venduto cara la pelle ai padroni di casa.
Sotto di due reti (una più bella dell’altra, prima di De Luca e successivamente
di Joly) già nelle prime battute dell’incontro, i giurassiani hanno approfittato
di una penalità differita per accorciare grazie a Berthoud, e tra una
provocazione e l’altra sono riusciti successivamente a pareggiare i conti con l’ex
Nättinen al 46’. Mentre nell’ambiente l’odore di overtime si stava facendo vieppiù
pesante, ci ha pensato Formenton ad arieggiare l’ambiente regalando ai leventinesi
una vittoria fondamentale al fine di centrare la salvezza.
Al termine dell’incontro Dario Bürgler è soddisfatto
e auspica una maggior attenzione da parte della classe arbitrale.
Dario, è stata una partita molto serrata, con pochi tiri
da una parte e dall’altra. Quelle partite che sono importanti da vincere,
soprattutto con la testa:
“Sì, era importante vincere in qualunque modo. Non è
stata la nostra miglior prestazione, l’Ajoie ha cambiato alcune cose che hanno
contribuito a darci del filo da torcere ma anche da parte nostra non abbiamo
tenuto sempre altissima l’intensità. In questo tipo di partite basta poco per
essere sorpresi e loro sono molto abili ad approfittarne”.
Restando sull’aspetto mentale del confronto, l’Ajoie ha
fatto di tutto per destabilizzarvi. Dall’esterno si è notato parecchio come
cercavate di calmarvi l’uno con l’altro, una sorta di “missione” per evitare di
cadere nella loro trappola?
“In questa serie si può dire che alcuni loro elementi la
stanno mettendo sul provocatorio. Come giocatori dobbiamo accettare questo tipo
di situazione, sia che si tratta di playoff o di playout.
Però a un certo punto vuoi anche sentirti “tutelato” dall’arbitraggio: è nostro
compito incassare colpi e “prenderle” senza rispondere, ma da parte loro si dovrebbe
capire meglio quando è il momento di dare un segnale e far capire che il limite
è stato raggiunto. La classe arbitrale sta facendo bene ma su questi aspetti si
può ancora migliorare. Sono contento che il gol decisivo l’abbia segnato Formy
(Formenton, ndr): è stato bersagliato per tutto il match e per tutta la serie
sin qui. Questo è un giusto premio per lui”.
L’ambiente della Gottardo Arena è sempre molto caloroso,
ma ora è meglio non tornarci più per questa stagione…
“Esatto, ci auguriamo che sia stata l’ultima partita in
casa. Vogliamo fare il nostro lavoro e mettere un termine a questa stagione,
mantenendo comunque il focus sul presente. Ora è importante riposare bene in
questi due giorni che ci separano da gara-4 senza pensare troppo in là”.
A livello personale, come stai vivendo questi istanti che
potrebbero essere gli ultimi della tua carriera? Siamo anche assistendo ad una
sorta di passaggio del testimone con Tommaso De Luca, sia nella leadership,
sia, dalla mattonella opposta, nella confidenza con il gol:
“Come è stato per tutti questi anni sto mettendo la
squadra al primo posto e noi siamo davvero una squadra. Sono quasi stato più
contento per le reti degli altri che per le mie, dopo una rete ci si sente
sempre bene (ride, ndr). Quanto a me, come detto, è importante restare nel
presente”.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)