In
Italia Zenica è diventata popolarissima, è in questa città
bosniaca che gli Azzurri devono vincere una partita che deve salvare
i ricordi per una generazione. O sarà Mondiale, oppure sarà
tragedia vera, in senso sportivo naturalmente. La Bosnia intende
punire l'atteggiamento arrogante degli avversari, e promette di
parcheggiare il bus davanti alla porta. Sembra dire: venite a
segnare, se ne siete capaci. L'Italia è Gattuso, supportato, in
panchina, da Buffon e Bonucci. Il trio rappresenta il calcio italico
di un tempo, quando la Nazionale era competitiva, e metteva in campo:
cinismo, solidità difensiva esaltata all'estremo e talento. Tutto è
cambiato, il pallone è rotolato via veloce, e il Belpaese,
calcisticamente, non si è evoluto, si è perso, si è fermato. Il
movimento ha bisogno di questa qualificazione, l'ennesima esclusione
non sarebbe sopportabile. Oltre 10 milioni di appassionati hanno
visto la partita contro l'Irlanda, e stasera si replicherà. Il tifo
non manca, al calcio italiano manca la visione, manca un progetto,
mancano le idee. Ma ora tutto sembra un dettaglio, c'è un partita da
giocare, una qualificazione da raggiungere. Il resto seguirà. Il
poeta lo ha scritto: la vita, molto spesso, è polvere o altare.
QUALIFICAZIONI MONDIALI
Un Mondiale che si chiama Desiderio