AC BELLINZONA
Aggrappati alla speranza
Pubblicato il 01.04.2026 07:55
di Enrico Lafranchi
Aveva ragione il ‘vecchio’ patron nell’incoraggiare, al contrario dell’attuale che ha già parlato di retrocessione, Beppe Sannino a impegnarsi con i suoi boys con entusiasmo e fiducia. Anche l’anno scorso i granata erano venuti a trovarsi in una posizione di classifica difficile. Potremmo dire drammatica, non però disperata come quella attuale. La squadra in effetti da più parti viene data per spacciata, con un piede e mezzo in Prima Promotion: nel cantone dei campanili accade anche questo. Il dottor Alfredo Foni quando il Lugano era sull’orlo del precipizio, in una intervista affermò: “Non bisogna essere così pessimisti, i giocatori sanno che d’ora in poi non possono più sbagliare: siamo al punto che si sta dentro o si salta fuori”.
Un ragionamento che sta facendo anche Mister Sannino: i granata si trovano di fronte a un tris di partite da… incubo. I prossimi tre avversari da incontrare sono Yverdon, Vaduz e Aarau. I primi due in trasferta dove finora delle tredici gare giocate se se sono perse nove senza vincerne nemmeno una. L’allenatore gioca le sue carte come può. Non è sicuramente a nove giornate dalla conclusione del campionato che può ‘inventare’ una squadra che esca dal campo vittoriosa. Contro lo Stade Lausanne ce l’ha fatta, ha deciso di schierare tra i pali Trochen al posto di Muci. Ma il problema del Bellinzona è davvero legato al solo portiere? Nelle due precedenti gare interne contro l’Yverdon e l’Etoile Carouge è vero che si sono incassate ben 7 reti, non se ne è però segnata una sola. Già lo abbiamo fatto notare: manca un uomo gol implacabile, un attaccante in grado di creare scompiglio nelle diverse avversarie. Insomma, che sappia finalizzare. Fermo restando che il centrocampo, nonostante l’inserimento di Mosquera e il recupero di Moulin - che da titolare aveva giocato l’ultima volta all’andata contro il Wil (0-2) - rimane il punto debole.
Adesso bisogna fare punti sperando anche in disgrazie altrui. Sui quali ‘capitomboli’ bisogna sperare? L’Etoile Carouge deve vedersela con Stade Nyonnais, Aarau e SLO. Il Nyon, sul quale l’ACB fa maggiore ‘affidamento’, dopo il derby della Fontenette gioca contro l’Yverdon (che non ha più nulla da dire) e nella trentesima giornata si reca alla Maladière. Derby o non derby per i vodesi è pur sempre una questione tra squadre romande.
Teniamo anche conto che il Carouge ha 10 punti in più (si trova a quota 27 come il Wil). Sono tanti. E il Wil come è messo? L’ultima vittoria i sangallesi l’hanno ottenuta contro lo Stade Lausanne (1-0). Da lì via (23.esima giornata), tre pareggi di fila (Xamax, ACB, Yverdon) e una sconfitta (1-3 dal Carouge). Un bottino di 6 punti ma attenzione: tre partite consecutive senza perdere. Il Bellinzona di punti ne ha fatti due in meno (4), frutto del pareggio con gli stessi sangallesi e della posta piena contro SLO (tre sconfitte in cinque gare, una sola per il Wil). Adesso occorre cambiare marcia, subito e senza guardare in faccia alle squadre che si vanno a incontrare.
Lo spettro della retrocessione è dietro l’angolo: da qui non si scappa se non si scalderanno i motori. Il popolo granata tuttavia resta fiducioso. Anche noi siamo convinti che una boccata d’ossigeno i granata la sapranno prendere già venerdì allo Stade Municipal di Yverdon.
(Foto Filippo Zanovello)