Chapeau all’Ambrì. Vincere la finale di playout con un
perentorio 4 a 0 non se lo sarebbe immaginato probabilmente nemmeno il più
ottimista dei tifosi. La quarta sfida, vinta dai biancoblù a Porrentruy con il
punteggio di 3 a 0, ha messo in risalto la differenza di qualità tra le due
compagini. L’unica pecca dei leventinesi è stata in sostanza quella di non
mettere già al sicuro il risultato anticipatamente, altrimenti per quanto
concerne la mole di gioco non si può rimproverare assolutamente nulla. La porta,
difesa in maniera sicura da Philip Wüthrich, è stata quasi sempre protetta con
bravura e i rischi per l’estremo difensore sono stati contenuti. Dall’altra
parte invece Ciaccio ha avuto il suo bel da fare. La rete di Formenton e
la doppietta di Joly hanno significato la salvezza. E così una stagione
travagliata è finita nel migliore dei modi. Trascinata dai vari De Luca,
Formenton, Joly e Borradori, la compagine sopracenerina ha saputo regalare
emozioni nei playout e ha fatto divertire i tifosi. Insomma, la fastidiosa
appendice è stata veramente interpretata bene e sfruttata alla grande e potrà
essere usata per un percorso di crescita. Anche perché in fondo l’ultima
impressione, è quelle che maggiormente rimane impressa nella mente di tutti.
Queste quattro vittorie filate permettono di affrontare la pausa estiva con
maggior entusiasmo. Guai però ora partire per voli pindarici. Tutto l’ambiente
deve restare consapevole che il prossimo campionato sarà nuovamente pieno
d’insidie e non sarà scontato tornare a rivaleggiare per un posto nei play-in.
Un complimento va anche al tecnico Jussi Tapola, alla fine ha avuto ragione lui
privandosi di DiDomenico. Un rischio calcolato, ma pur sempre un rischio. Il
finlandese è riuscito a preparare a puntino la sua squadra per questo
postseason. Un commiato dunque assolutamente edificante e una gioia immensa anche
per il presidente Davide Mottis. Terminare così è sicuramente un’iniezione di
fiducia per il nuovo uomo forte del club. Un finale che permette anche a lui e
ai suoi uomini di affrontare i prossimi mesi con maggior serenità. Ci sono
ancora parecchie cose da sistemare, da affinare e da migliorare. Ci vorrà del
tempo, tempo che bisognerà evidentemente concedere un po’ a tutti i settori
coinvolti, sportivi e non. Serviranno dunque pazienza e umiltà, il tutto in
attesa anche dell’arrivo a tempo pieno di Lars Weibel, pedina fondamentale per
costruire il futuro. Intanto però, dopo mesi burrascosi, è giusto che tutti si
godano qualche attimo spensierato, la giusta ricompensa per il lavoro svolto.
Lavoro che a volte non sarà stato sempre perfetto o lungimirante, ma pur sempre
di lavoro si tratta e chi lavora merita il rispetto e, indipendentemente dalle
critiche ricevute, ha il diritto di poter sbagliare e di poter cercare di
correggere il tiro. Già, perché nessuno sbaglia di proposito.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)