Il Rapperswil alla fine non ce l’ha fatta per un pelo.
L’overtime non ha baciato Strömwall e ciurma. Quell’overtime che in passato
aveva spesso sorriso nei momenti più topici del passato recente dei Lakers: nel
2018, con la vittoria nella sfida finale dello spareggio contro il Kloten e nel
2021 nei quarti di finale dei playoff a Lugano, con la conquista della seconda
storica semifinale della sua storia. La gara 7, una delle più belle e
spettacolari degli ultimi anni, ha permesso al più quotato Friborgo di festeggiare.
Anche per gli spettatori neutrali è stata una sfida appassionante. Le
simpatie sovente in questi casi sono tutte per gli underdog, Lo si percepiva
anche dal mio cellulare e dai messaggi di colleghi e amici, i quali speravano
nell’exploit sangallese. Oltre tre ore di pathos, con capovolgimenti di fronte
e sentimenti che sono cambiati con la stessa frequenza dei treni regionali in
partenza dalla stazione di Zurigo. Una scena rimarrà per sempre impressa nella
mente, qualcosa di mitico, di praticamente mai visto a questi livelli: la
presunta rete del 3 a 3 di Rau, con Fabian Maier e l’incredulo Nyffeler poco
dopo chinati a controllare la qualità della rete della porta. Il portiere era
convinto di avere chiuso ottimamente il primo palo e non si capacitava di come
quel disco fosse finito alle sue spalle. La lucidità dell’estremo difensore,
alla undicesima partita in 21 giorni, è decisamente invidiabile, malgrado gli
straordinari compiuti. Una volta scoperto il buco nella rete, gli arbitri, dopo
aver dapprima convalidato il gol, hanno visionato di nuovo le immagini e
cambiato idea annullandolo. Era palese che il disco fosse entrato “bucando” la
rete esterna. Il sentimento e l’impressione di Nyffeler erano dunque corretti.
La contesa si è decisa appunto poi al supplementare e come accade sovente è
stato una sorte di mondo al contrario a risultare decisivo. L’errore
d’impostazione del miglior difensore del Rapperswil, Jacob Larsson, cosa
assolutamente inconsueta per lui, che ha portato alla segnatura decisiva
dell’invitato inatteso, ovvero Benoît Jecker, alla sue seconda rete stagionale.
Il tutto per il tripudio locale e la disperazione ospite, con il povero Larsson
steso sul ghiaccio con la testa rivolta verso il basso, quasi a volersi
nascondere, come se fosse pieno di vergogna per l’accaduto. Un sentimento che
non ha ragione di esistere. Non dopo quanto mostrato nel corso dell’intero
campionato. Qual è infine il messaggio della partita di ieri? Nulla di nuovo
alla fine della fiera. Semplicemente per l’ennesima volta si è capito la
necessità di dover finalmente compiere un passo in avanti per quanto concerne
la qualità delle immagini e che l’hockey è lo sport più bello del mondo.
(Foto PostFinance KEYSTONE/Anthony Anex)