CALCIO ITALIANO
Anche in Italia ci si dimette
Pubblicato il 02.04.2026 17:55
di Silvano Pulga
Gabriele Gravina non è stato fortunato: nel Belpaese le dimissioni restano un caso raro. Tuttavia, in questo particolarissimo momento storico, stanno cadendo molte teste e la politica, a caccia di vicende che distraggano l’opinione pubblica da questioni più serie (come un possibile razionamento dei carburanti, già realtà in Paesi confinanti quali la Slovenia) o potenzialmente pericolose per il governo in carica (il caso grigio-rosa della relazione extraconiugale tra il ministro dell’Interno e una giornalista-influencer molto più giovane di lui, che potrebbe rivelarsi esplosivo per gli equilibri di una coalizione in grande difficoltà), preferisce concentrarsi sul governo del calcio. Noi, pragmaticamente, ci domandiamo cosa sarebbe accaduto se i rigori li avessero sbagliati i bosniaci; tuttavia, non rinneghiamo quanto scritto in passato a proposito delle politiche calcistiche nel Belpaese e accogliamo il passo indietro del massimo dirigente del calcio d’oltre confine (non solo: ha gettato la spugna anche Buffon ed è atteso a ore l'addio di Gennaro Gattuso) con il giusto favore. Dopodiché, chiunque verrà dovrà misurarsi con una realtà oggettiva: oltre ai risultati sportivi deludenti della prima squadra, pesano la crisi strutturale dei settori giovanili, i problemi economici dei club (in molti casi passati in mani straniere) e una credibilità internazionale in calo. Il calcio, si sa, è terreno di consenso e la politica, in questi giorni, ha giocato il proprio ruolo (si dice che il ministro dello Sport abbia esercitato forti pressioni su Gravina). Tutto ciò rischia di minare l’autonomia delle federazioni sportive d’oltre confine: oggi è il calcio, domani chissà. Con le dimissioni è stata fissata la road map per arrivare alle elezioni del nuovo presidente. L’assemblea elettiva è in programma il 22 giugno 2026 a Roma; fino ad allora, Gravina rimarrà in carica per garantire l’ordinaria amministrazione, mentre le procedure per l’iscrizione ai campionati della prossima stagione saranno gestite dalla nuova dirigenza. I vertici delle componenti federali si sono detti rammaricati per la scelta; nelle prossime settimane inizierà invece il confronto sulle candidature. Francamente, anche se potrebbe sembrare un controsenso, forse sarebbe il caso di allargare il perimetro al di fuori degli “uomini di campo”, che hanno fallito, e valutare profili esterni a questo mondo. I valori dello sport, in fondo, sono universali, e i risultati positivi ottenuti da figure anche carismatiche al di fuori della FIGC potrebbero avere un peso. Affaire à suivre.