CALCIO ITALIANO
Italia anno zero?
Pubblicato il 03.04.2026 13:47
di A. L.
Via Gravina, via Buffon e via anche Gattuso. L'eliminazione dal Mondiale sta provocando un diluvio di dimissioni, troppo forte la pressione politica e quella popolare espressa dalla potenza mediatica dei social, una massa informe che scatena una forza da non sottovalutare. Sarà una vera rivoluzione? Impossibile. Tutto si sta svolgendo come previsto, prevale la sostanza e l'emotività. Il prossimo presidente federale sarà scelto nella continuità assoluta, anche perché non esistono alternative credibili e con competenze, sarà uno tra Malagò, Abete o un ministeriale. Chi sarà il prossimo allenatore? Mancini, Conte sarebbero scelte scontate, Allegri sarebbe un palliativo. Perché? Sono tecnici superati, portano esclusivamente carattere e personalità, e costano, pretendono lauti ingaggi e non fanno sconti. Il calcio italiano avrebbe bisogno di un cambiamento radicale, si gioca troppo e si gioca male. I campionati dalla Serie A alla Serie C dovrebbero essere ridotti in termini di numero di squadre. Servono nuovi stadi e di proprietà dei club, per assicurare una stabilità economica, per poter investire. Le seconde squadre per Inter, Milan e Juve sono necessarie, ma non dovrebbero essere retrocesse dalla categoria in cui militano, ma non dovrebbero schierare fuori quota. Ma non solo, altri provvedimenti dovrebbero essere adottati, i cui effetti sarebbero poi riscontrabili nel tempo. Ma il tempo della tragedia nazionale sta per finire, tra qualche ora sarà già tempo di Inter-Roma e Napoli-Milan, Perché la verità è evidente: la Nazionale suscita un interesse estemporaneo e momentaneo. E il Paese è restio alle riforme, figurarsi alle rivoluzioni. La storia è maestra di vita. E se lo scriveva Cicerone.