AC BELLINZONA
Pensieri e parole nel dì di Pasqua
Pubblicato il 05.04.2026 09:53
di Enrico Lafranchi
Dario Zanetti, fautore di tante edizioni del Torneo internazionale pasquale, nei suoi articoli sul Corriere del Ticino, diceva che l’evento sportivo, organizzato sin dal 1941, ha acquisito negli anni una “risonanza mondiale con la partecipazione di squadre giapponesi, argentine e brasiliane”.
Sulla bella manifestazione: “Trovare squadre non è difficile per la notorietà del Torneo, più arduo è per contro ingaggiare team competitivi, soprattutto quelle Under 19 che non disputano campionati nazionali”.
Sullo stadio: “Ormai sessantenne (scriveva il 23 maggio 2007) il Comunale nonostante alcuni lifting, tra l’altro non tutti riusciti, dimostra ampiamente la sua età. Lo dico a malincuore, da tifoso ACB, lo stadio di Cornaredo resta l’unico possibile in Ticino”.
A muso duro sullo stesso tema: “Lo stadio Ticino dei nostri politici e dei tifosi sognatori sarà fatto quando la squadra di turno (Bellinzona, Lugano) vincerà il titolo. Intendo uno stadio moderno, polifunzionale con 18 mila posti. Ma per il Comunale ne vanno bene 5 mila anche se la tribuna è piccola: c’è n’è urgente bisogno di una ‘vera’. Ne vedrei anzi due, una in zona Daro…”.
“Al Comunale con 5000 posti ci leccheremmo i baffi. Il ‘Bellarena’ di 12.000 fa ridere quando leggo che a Lugano ne basta uno da 10 mila”.
Per Zanetti il sogno era tornare a riempire l’ormai arrugginito stadio (splendente, in netto contrasto, per l’atletica) rendendolo “ospitale con microfoni funzionali, mescite spaziose e, soprattutto, servizi igienici dignitosi”.
Un altro ‘appunto’ degno di nota: “È stata sostituita l’illuminazione più per la pericolosità del noto palo che per precisa volontà politica di adattare a tappe lo stadio ad un uso adeguato alle esigenze di atleti, addetti ai lavori e pubblico”.
A distanza di un ventennio da queste osservazioni, corrette ed appropriate, rilevate da Dario Zanetti - mentre con punte di superficialità la Città tende a tirare i remi in barca - è normale che in quei pochi che ancora vanno oggi allo stadio prevalga la tendenza a evidenziare più le pecche (già rilevate a più riprese anche da noi) di una struttura che non risponde più alle esigenze di una squadra di calcio, che le note positive.
Due sono rigorosamente da evidenziare: la sua posizione centrale, il colpo d’occhio sui castelli Unicef: uno ‘spettacolo’ emozionante! Peccato che la squadra non riesca ad attirarne più di tanto. Di gente, intendiamo dire.
Il nostro interlocutore, da appassionato granata qual è, vent’anni fa, sempre dalle colonne del CdT auspicava “una rosa con giovani ticinesi, è una cosa che mi sta personalmente a cuore”, convinto di ritrovare allo stadio “un pubblico numeroso e festante” e della necessità di porre un occhio attento sul Torneo giovanile (nella foto a destra con i compianti Rino Pedrazzi, il dottor Giuseppe Curti e il maestro Mario Boggia), Torneo che sta incontrando una entusiastica partecipazione di pubblico.
Buona Pasqua a tutti!