Nessuna sorpresa. Il Sierre, dominatore dell’intera stagione, ha vinto il campionato di Swiss League battendo il La Chaux-de-Fonds per 4 vittorie a una. Un trionfo chiaro, che non lascia alcuno dubbio: la squadra più forte, più costante e più meritevole ha giustamente esultato. Chris McSorley non ha lasciato nulla al caso. Il Sierre scrive così una pagina di storia, l’ultimo titolo in questa categoria risaliva alla preistoria sportiva, al 1968. E pensare che nel 2013 il sodalizio vallesano aveva fatto bancarotta ed era ripartito dalla terza divisione. Un’ascesa costante, anche se poi il vero pulsante del gas è stato premuto appunto dal canadese, diventato dapprima co-proprietario e poi allenatore. Una storia che sa un po’ di déjà vu e che ricorda quanto fatto da McSorley con il Ginevra all’inizio del secolo. L’obiettivo è lo stesso: Il 64enne vuole riportare il Sierre nella massima lega e nel 2030 dovrebbe sorgere il nuovo impianto “Valais Arena”, la fondamenta per arrivare al top. Il Sierre vorrebbe persino anticipare i tempi, investendo un paio di milioni di franchi per rendere il vecchio Graben agibile anche in National League. L’impresa appare però titanica persino per uno come McSorley, anche se poi non bisogna mai sottovalutare uno come lui, uomo dalle mille risorse e dotato di un’inventiva da invidia.
La vittoria del Sierre coincide pure con la salvezza gratuita dell’eterno fanalino di coda Ajoie. Una salvezza decisamente immeritata, ma i giurassiani ovviamente non hanno colpe. Che la sfida dei playout tra la squadra del presidente Hauert e l’Ambrì (seppur utile per i biancoblù come spiegato nelle scorse settimane) fosse una mezza farsa era praticamente chiaro a tutti. La sconfitta dei neocastellani, sebbene la loro candidatura alla NL fosse più che altro fittizia, non fa certo il bene dell’hockey svizzero. Senza una vera potenza dal basso come in passato Losanna, Langnau o Rapperswil, l’attuale formula rimane una sorta di soluzione “ibrida” decisamente non ideale. Probabilmente nei prossimi anni questa potenza diventerà veramente il Sierre e allora ecco che si potrebbe tornare ad avere un certo pathos. Il tutto però senza dimenticare il vero problema di fondo, ovvero la precarietà della lega cadetta. Una lega che nella forma e nelle condizioni finanziarie attuali non è certo motivo di vanto per l’intero movimento hockeistico elvetico.
La vittoria del Sierre coincide pure con la salvezza gratuita dell’eterno fanalino di coda Ajoie. Una salvezza decisamente immeritata, ma i giurassiani ovviamente non hanno colpe. Che la sfida dei playout tra la squadra del presidente Hauert e l’Ambrì (seppur utile per i biancoblù come spiegato nelle scorse settimane) fosse una mezza farsa era praticamente chiaro a tutti. La sconfitta dei neocastellani, sebbene la loro candidatura alla NL fosse più che altro fittizia, non fa certo il bene dell’hockey svizzero. Senza una vera potenza dal basso come in passato Losanna, Langnau o Rapperswil, l’attuale formula rimane una sorta di soluzione “ibrida” decisamente non ideale. Probabilmente nei prossimi anni questa potenza diventerà veramente il Sierre e allora ecco che si potrebbe tornare ad avere un certo pathos. Il tutto però senza dimenticare il vero problema di fondo, ovvero la precarietà della lega cadetta. Una lega che nella forma e nelle condizioni finanziarie attuali non è certo motivo di vanto per l’intero movimento hockeistico elvetico.
(Foto EB)