CALCIO ITALIANO
Allegriout
Pubblicato il 08.04.2026 06:52
di A. L.
I social sono una potente arma di confusione mediatica, hanno una forza dirompente, indirizzano le discussioni, fomentano continuamente. Sono una sorta di Tribunale in seduta permanente, che emette solo sentenze di condanna. Il milanismo è in fermento, parte della tifoseria ha puntato il dito contro il suo allenatore, è scattata la campagna Allegriout. Pesa la sconfitta di Napoli e l'uscita definitiva dalla lotta scudetto. Il campionato da vincere contro l'Inter, la conquista della stella erano obiettivi non dichiarati ma concupiti con astuzia e furbizia. Ma il campo ha raccontato un'altra realtà. Il Milan a Napoli ha giocato come sa fare, la squadra è compatta, mette in campo determinazione, cerca di rimanere sempre concentrata, e specula sull'errore dell'avversario. Allegri non si nasconde, è uno strenuo difensore di una categoria che lui stesso ha inventato: il corto muso. Una filosofia organica alla storia del calcio italiano. Prendere o lasciare. Nell'ultima giornata ha schierato tutto il suo parco attaccanti, composto da Nkunku, Fullkrug, Giminez, Leao e Pulisic. Ha tentato, e l'esito non ha avuto riscontri. A Max interessa solo il risultato, il resto è contorno e dettaglio. Qual è stato il peccato? Aver voluto osare, aver fatto sognare, avere fatto credere che lo Scudetto fosse missione possibile. Ma Allegriout è fuori luogo e tempo. Rimane la sensazione che il club non abbia una sua identità e che compia scelte approssimative. Animo milanismo: in Italia ci vuole poco per essere competitivi.