AC BELLINZONA
Trujillo, dentro o fuori?
Pubblicato il 11.04.2026 08:03
di L.S.
A Bellinzona si trema ancora. Non tanto per la classifica, che a sette partite dalla fine sembra ormai condannare i granata alla retrocessione in Prima Promotion, ma per quanto succede fuori dal campo. O starebbe per succedere.
Niente di irrimediabile, almeno per il momento, ma le voci di stipendi pagati sul filo di lana (per non dire in ritardo) e debitucci sparsi qua e là, non lasciano tranquilli una piazza che ha ancora nella testa il fallimento di poco più di dieci anni fa nell’indimenticata era Giulini.
Sì, perché se la retrocessione può essere figlia di errori di (sotto)valutazione, riconducibili a una mancanza di conoscenza del nostro calcio, ancorché di una punta di presunzione, ciò che concerne invece i bilanci rappresenta qualcosa di estremamente grave e delicato, che non concede deroghe né giustificazioni.
Ecco perché Juan Carlos Trujillo, atteso a Bellinzona in queste ore, è chiamato a rispondere in maniera decisa a queste voci, attraverso un progetto credibile che comporti un’inevitabile iniezione di denaro.
Dall’inizio, un po’ tutti si sono chiesti cosa spingesse un colombiano, che stava acquisendo un club in Spagna (l’Eldense, nella terza serie), a farsi carico di una società come quella granata, reduce sì da una promozione un paio di stagioni prima, ma con una tifoseria che la aveva abbandonata e delle strutture inadeguate e fatiscenti.
Trujillo, attraverso un‘educata eloquenza e un sorriso accomodante, ha sempre risposta in maniera pacata e convinta a chi metteva in dubbio la sua capacità di restare alla testa del club.
Dopo un anno, con il fallimento calcistico ormai palpabile, il colombiano adesso è atteso dalla prova più importante: dimostrare che in questo progetto ci crede veramente e soprattutto di averne i mezzi per portarlo avanti.
Se è così, è giusto che ci provi. Nel caso contrario, è meglio che si faccia da parte adesso. Prima che sia troppo tardi. Se non lo è già.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)