I granata hanno mostrato qualità e carattere contro l’Aarau, che lasciando due punti al Comunale (0-0) è ancora distante due punti dal Vaduz capolista. Vaduz che ovviamente ringrazia i ticinesi per essere riusciti a tenere testa agli undici di Iacopetta che alla fine dei conti, soprattutto per la piega assunta dalla partita nei secondi 45 minuti, possono essere contenti di non averci lasciato le penne un’altra volta al Comunale.
È stata una partita tiratissima con frequenti capovolgimenti di fronte. Siamo d’accordo con il mister argoviese nel dire che la sua squadra nel primo tempo ha avuto il pallino del gioco, però nella ripresa sono stati i padroni di casa a condurre le danze con una impressionante manovra offensiva imperniata sulla velocità di Jaiteh, il quale, a prescindere da un paio di palle gol clamorosamente buttate al vento, ha creato gran scompiglio nelle retrovie degli ospiti. Momodou merita senza ombra di dubbio la palma di miglior uomo in campo. Peccato che gli sia venuto a mancare nel secondo tempo il supporto di Rossier, vittima nella fase finale della prima frazione di un fallo che lo ha costretto a riguadagnare lo spogliatoio poco prima della pausa.
Non pensiamo di esagerare dicendo che il Bellinzona ha dato una lezione di calcio agli argoviesi, comunque forti di un tasso tecnico invidiabile e a nostro modo di vedere praticanti un gioco di qualche spanna superiore alla formazione del Principato, sia per creatività che dinamicità.
Tra i pali il Mister ha confermato Trochen, preferito a Muci, lasciato in panchina. Sannino: “Elio ha 18 anni, ritengo giusto dargli fiducia. Oggi ha saputo essere all’altezza di una seconda scelta”.
I granata hanno affondato la lama ma non sono riusciti a fare male a una difesa a tratti in difficoltà. Da notare che nella loro porta ha giocato Hirzel, riserva dello squalificato Hübel, mentre davanti Chacon è entrato a sostituire Fazliu, bomber da 14 reti. L’ex granata è apparso ‘spaesato’ in mezzo a questa squadra di ‘giganti’.A centrocampo Mosquera ha dimostrato di essere un piano, se non due, superiore a tutti.
Beppe Sannino:“Duvan (Mosquera) è un giocatore di livello superiore (da Super League), per quello che dimostra: prima come uomo poi da calciatore”. Il colombiano è uscito in maniera imperiosa giocando un numero infinito di palloni. Ha anche saputo ‘indovinare’ - più di una volta - il corridoio giusto per mandare in porta le due punte. Vien voglia di dire che è risultato un po’ l’anima ’persa’ di un centrocampo da inizio campionato problematico (Lymann e Moulin sono stati costretti a ‘guadagnare’ gli spogliatoi una ventina di minuti prima).
Mister, l’uscita forzata di Rossier è stata influente?
“Abbiamo comunque avuto dalla nostra 4-5 occasioni da gol. È però vero che gli assenti hanno sempre torto” (una battuta?).I ragazzi sono da ammirare per la prova d’orgoglio mostrata. Stiamo tutti lavorando in modo molto professionale, qualsiasi sarà il risultato finale. Dobbiamo uscire guardando tutte le persone negli occhi. Per me è la cosa più importante. Dobbiamo avere rispetto di tutte le persone che fanno chilometri per seguirci (il riferimento è ai “B’zona Boys 2005), rispetto per chi viene a vedere le partite in casa, rispetto per la società. E naturalmente rispetto di noi stessi”.
Umano come pochi Beppe. Le sue parole lasciano intuire che i suoi di boys non molleranno mai. Due parole infine sull’arbitraggio. Una direzione mediocre, non tanto per il maggior numero di cartellini inflitti al Bellinzona (more solito), quanto per certi suoi atteggiamenti in occasione di rimesse laterali e del portiere. Che cosa abbia portato il signor Qovanaj a pensare che fossero i granata a perdere tempo rimane un mistero inspiegabile. È vero il contrario!
È stata una partita tiratissima con frequenti capovolgimenti di fronte. Siamo d’accordo con il mister argoviese nel dire che la sua squadra nel primo tempo ha avuto il pallino del gioco, però nella ripresa sono stati i padroni di casa a condurre le danze con una impressionante manovra offensiva imperniata sulla velocità di Jaiteh, il quale, a prescindere da un paio di palle gol clamorosamente buttate al vento, ha creato gran scompiglio nelle retrovie degli ospiti. Momodou merita senza ombra di dubbio la palma di miglior uomo in campo. Peccato che gli sia venuto a mancare nel secondo tempo il supporto di Rossier, vittima nella fase finale della prima frazione di un fallo che lo ha costretto a riguadagnare lo spogliatoio poco prima della pausa.
Non pensiamo di esagerare dicendo che il Bellinzona ha dato una lezione di calcio agli argoviesi, comunque forti di un tasso tecnico invidiabile e a nostro modo di vedere praticanti un gioco di qualche spanna superiore alla formazione del Principato, sia per creatività che dinamicità.
Tra i pali il Mister ha confermato Trochen, preferito a Muci, lasciato in panchina. Sannino: “Elio ha 18 anni, ritengo giusto dargli fiducia. Oggi ha saputo essere all’altezza di una seconda scelta”.
I granata hanno affondato la lama ma non sono riusciti a fare male a una difesa a tratti in difficoltà. Da notare che nella loro porta ha giocato Hirzel, riserva dello squalificato Hübel, mentre davanti Chacon è entrato a sostituire Fazliu, bomber da 14 reti. L’ex granata è apparso ‘spaesato’ in mezzo a questa squadra di ‘giganti’.A centrocampo Mosquera ha dimostrato di essere un piano, se non due, superiore a tutti.
Beppe Sannino:“Duvan (Mosquera) è un giocatore di livello superiore (da Super League), per quello che dimostra: prima come uomo poi da calciatore”. Il colombiano è uscito in maniera imperiosa giocando un numero infinito di palloni. Ha anche saputo ‘indovinare’ - più di una volta - il corridoio giusto per mandare in porta le due punte. Vien voglia di dire che è risultato un po’ l’anima ’persa’ di un centrocampo da inizio campionato problematico (Lymann e Moulin sono stati costretti a ‘guadagnare’ gli spogliatoi una ventina di minuti prima).
Mister, l’uscita forzata di Rossier è stata influente?
“Abbiamo comunque avuto dalla nostra 4-5 occasioni da gol. È però vero che gli assenti hanno sempre torto” (una battuta?).I ragazzi sono da ammirare per la prova d’orgoglio mostrata. Stiamo tutti lavorando in modo molto professionale, qualsiasi sarà il risultato finale. Dobbiamo uscire guardando tutte le persone negli occhi. Per me è la cosa più importante. Dobbiamo avere rispetto di tutte le persone che fanno chilometri per seguirci (il riferimento è ai “B’zona Boys 2005), rispetto per chi viene a vedere le partite in casa, rispetto per la società. E naturalmente rispetto di noi stessi”.
Umano come pochi Beppe. Le sue parole lasciano intuire che i suoi di boys non molleranno mai. Due parole infine sull’arbitraggio. Una direzione mediocre, non tanto per il maggior numero di cartellini inflitti al Bellinzona (more solito), quanto per certi suoi atteggiamenti in occasione di rimesse laterali e del portiere. Che cosa abbia portato il signor Qovanaj a pensare che fossero i granata a perdere tempo rimane un mistero inspiegabile. È vero il contrario!
(Foto ENLA)