Max Allegri, come noi da sempre, pensa che il calcio sia una cosa semplice. E analizza il momento no del suo Milan con una considerazione oggettiva: nel girone di ritorno, in quattro occasioni la sua squadra non è andata a segno. Quando non accade, chiosa il tecnico livornese, puoi al massimo pareggiare. E se, al contrario, la tua squadra incassa reti, come in queste quattro occasioni, perdi le partite. Semplice e lineare. Sulla fretta di voler fare gol e sulla frenesia dei suoi in questa ricerca della rete, invece, siamo meno d'accordo; probabilmente perché, in Ticino, il termine è accostato alla velocità e alla rapidità (effettivamente non sempre buone consigliere), che ieri sera a San Siro non abbiamo visto.
In questi mesi, mai abbiamo pensato al Milan come a un serio candidato per il titolo. Non per scaramanzia, ma perché alla squadra mancano alcuni pezzi importanti. Il primo è un attaccante centrale da doppia cifra, e forte nei sedici metri. Ieri sera, per dire, i rossoneri erano schierati in un inedito 4-3-3, ma senza un attaccante di ruolo. Manca anche un difensore centrale di spessore: il secondo gol dell'Udinese, coi tre difensori rossoneri beffati da Jurgen Ekkelenkamp, ne è la plastica rappresentazione, questo nonostante i grandi progressi fatti da Strahinja Pavlović. Certo, Eupalla ci ha messo del suo, soprattutto nel primo gol degli ospiti; ma che la bizzosa dea del calcio non punisca mai a caso è, da sempre, un dato di fatto.
Max ha detto un'altra cosa condivisibile, vale a dire che una serata così, in stagione, capita a tutti. Vero anche quello, così come sarà necessario che il suo Milan ritrovi la strada giusta. La vittoria della Juventus a Bergamo, a poche settimane dallo scontro diretto a San Siro, complica maledettamente le cose in chiave qualificazione europea. Samuele Ricci, meno scafato e molto più giovane del suo allenatore, in conferenza stampa si è fatto scappare, tra le righe, che l'atteggiamento mentale in campo non sia stato dei migliori. Ora, serve un'inversione di tendenza, soprattutto riprendendo a fare gol, a partire da domenica prossima, in modo da presentarsi davanti in classifica alla Juventus nello scontro diretto. Il calcio, infatti, è roba semplice: se tu non fai punti e dietro invece sì, prima o poi chi insegue ti raggiunge e ti sopravanza. Questo è sicuramente il primo vero momento di crisi per il Milan: vedremo come tecnico e squadra sapranno affrontarlo.
In questi mesi, mai abbiamo pensato al Milan come a un serio candidato per il titolo. Non per scaramanzia, ma perché alla squadra mancano alcuni pezzi importanti. Il primo è un attaccante centrale da doppia cifra, e forte nei sedici metri. Ieri sera, per dire, i rossoneri erano schierati in un inedito 4-3-3, ma senza un attaccante di ruolo. Manca anche un difensore centrale di spessore: il secondo gol dell'Udinese, coi tre difensori rossoneri beffati da Jurgen Ekkelenkamp, ne è la plastica rappresentazione, questo nonostante i grandi progressi fatti da Strahinja Pavlović. Certo, Eupalla ci ha messo del suo, soprattutto nel primo gol degli ospiti; ma che la bizzosa dea del calcio non punisca mai a caso è, da sempre, un dato di fatto.
Max ha detto un'altra cosa condivisibile, vale a dire che una serata così, in stagione, capita a tutti. Vero anche quello, così come sarà necessario che il suo Milan ritrovi la strada giusta. La vittoria della Juventus a Bergamo, a poche settimane dallo scontro diretto a San Siro, complica maledettamente le cose in chiave qualificazione europea. Samuele Ricci, meno scafato e molto più giovane del suo allenatore, in conferenza stampa si è fatto scappare, tra le righe, che l'atteggiamento mentale in campo non sia stato dei migliori. Ora, serve un'inversione di tendenza, soprattutto riprendendo a fare gol, a partire da domenica prossima, in modo da presentarsi davanti in classifica alla Juventus nello scontro diretto. Il calcio, infatti, è roba semplice: se tu non fai punti e dietro invece sì, prima o poi chi insegue ti raggiunge e ti sopravanza. Questo è sicuramente il primo vero momento di crisi per il Milan: vedremo come tecnico e squadra sapranno affrontarlo.