Angelo Renzetti, saggiamente, diceva che "A fine
stagione, si tira la riga". E il giudizio finale sulla stagione del FC
Lugano, giusto o sbagliato che sia (sono due anni che ascoltiamo dal vivo Cesc
Fàbregas...) passerà, per forza di cose, dal raggiungimento dell'obiettivo
della qualificazione europea. Che non significherà, come accaduto proprio ai
tempi della precedente gestione, l'accesso diretto alla fase a gironi di una
competizione continentale, ma la possibilità di provarci attraverso i
preliminari, a causa della perdita di posizioni nel ranking della Super League
svizzera rispetto ad altri tornei continentali. Un problema per volta,
comunque, fermo restando che sarà sicuramente una bella cosa doversene occupare
nel futuro prossimo, con la certezza di poter disputare le sfide europee nella
nuovissima AIL Arena.
L'accesso al Championship Group, che preferiamo
denominare in italiano Girone per il titolo, era già stato ottenuto da
settimane; tuttavia, era importante partire da una posizione di classifica
interessante. C'era il dubbio fondato, soprattutto dopo la brutta sconfitta
casalinga con il Lucerna, che la squadra si stesse avvitando pericolosamente su
sé stessa, faticando a trovare le necessarie energie fisiche e mentali per
affrontare la fase finale della stagione. Le ultime due partite, in casa con il
Thun e in trasferta con lo Zurigo, terminate entrambe con due vittorie di
misura, hanno invece mostrato una squadra capace di aspettare l'occasione
giusta per colpire, che ha potuto contare sulla qualità di alcuni dei suoi
elementi più talentuosi per far pendere la bilancia dalla propria parte. Tempo
fa, il Crus aveva parlato di un patto tra uomini; poi c'erano state le
dichiarazioni di Anto Grgić dopo la partita contro l'YB, a Berna, a creare
qualche preoccupazione nell'ambiente. Evidentemente, in queste settimane, il
tecnico di Vacallo ha saputo toccare le corde giuste nello spogliatoio. Va
detto: l'obiettivo è tutt'altro che raggiunto, anche se c'è ancora la
possibilità che il San Gallo si aggiudichi la Coppa Svizzera, dopo anni di
tentativi andati a vuoto all'ultimo atto nella Capitale (il più recente, come
ben ricordiamo, nel 2022), consentendo così anche alla squadra che giungesse
quarta in graduatoria di accedere ai turni di qualificazione UEFA.
Tuttavia, il Lugano arriva al girone per il titolo (che si
aprirà a Thun sabato 25 aprile) nelle migliori condizioni possibili, con due
settimane di lavoro senza distrazioni e la possibilità di recuperare qualche
acciaccato. Giocherà inoltre 3 delle 5 sfide in programma a Cornaredo,
soprattutto quella contro il Basilea, rivale diretto per il terzo posto (oltre
che con San Gallo e YB), che avrà luogo l'ultima giornata di campionato. Sarà
l'ultima partita disputata nel vecchio Cornaredo e, per questo motivo, ricca di
fascino. In definitiva, ci aspettano settimane dense di pathos: tuttavia,
meglio di così non ci si poteva arrivare. Poi, il 17 maggio sera, tireremo
la riga. Magari, ricordando cosa ci ha detto, in questi due anni, il
tecnico spagnolo del Como.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)