CAMPIONATO ITALIANO
Vincono i più forti contro i più bravi
Pubblicato il 13.04.2026 05:43
di Silvano Pulga
Andiamo controcorrente, lo sappiamo. Ma a noi (lo abbiamo già scritto) le partite con tante reti non piacciono. Il calcio è uno sport a basso punteggio, come noto; e quando si segnano sette reti in un solo incontro, vuol dire che qualcosa dietro non ha funzionato. Intendiamoci: quella del Sinigaglia era una partita che per l'Inter aveva valore ma sino a un certo punto, visti i risultati negativi di chi inseguiva (bastava un pari, in fondo), mentre ne aveva di più per i lariani, chiamati a rispondere all'importante vittoria della Juventus in trasferta a Bergamo, e ad approfittare del passo falso casalingo del Milan, del quale abbiamo già scritto. L'esito dell'incontro ha rivelato che l'Inter, in questo momento, è superiore alla concorrenza (scriviamo da mesi che ci sarebbe voluto un miracolo al contrario perché perdesse questo scudetto), mentre il Como, pur bellissimo in diversi momenti dell'incontro, ha ripetuto ancora una volta errori già visti fare in altre occasioni, spianando la strada agli avversari, bravissimi a capitalizzare al massimo le topiche difensive della retroguardia lariana. 4 tiri in porta, 4 gol segnati, 4 errori della retroguardia (quello di Kempf, con la complicità di Butez, sulla rete del pareggio di Thuram, davvero grossolano). Cesc Fàbregas, a fine gara, l'ha analizzata così: "Gli errori fanno parte del gioco, e servono a farti crescere più velocemente. Se non li fai, rischi di crederti un fenomeno, mentre sbagliare ti fa vedere le cose in modo diverso. Peccato per il risultato, ma non ripeterò l'errore fatto contro il Milan di parlare di risultatismo e giochismo: anch'io imparo dai miei errori. Mancano sei partite alla fine del campionato, più la semifinale di coppa Italia: vediamo dove possiamo arrivare. Dopo il gol di Thuram a fine primo tempo la testa può influire; negli spogliatoi ho detto che dovevamo giocare come ci eravamo preparati, ma incassare il 2-2 su una palla non pericolosa e gestita male è stata una bella botta. Sulle palle inattive hanno dimostrato di essere troppo forti". Restiamo convinti che i gol su palla ferma siano sempre errori delle difese, vuoi per posizionamento, vuoi per non essere riusciti a tagliare fuori i saltatori di testa più pericolosi. C'è da dire che il Como, nella prima frazione, aveva messo in difficoltà i futuri campioni d'Italia con un gioco spumeggiante e veloce. Tuttavia, i ragazzi di Cesc Fàbregas devono ancora crescere nella concentrazione, che sarà necessaria per provare a strappare all'Inter stessa, la settimana prossima, il biglietto per la finale di Roma del mese di maggio. Per farlo, però, serviranno intensità e concentrazione. Il calcio, in fondo, è quel gioco dove basta segnare un solo gol in più dell'avversario. E, se non ne incassi, è sufficiente farne uno, tra l'altro senza che poi, chi esce dallo stadio, pensi di aver visto una brutta partita. Ma chi invece vuole vedere tanti punti? Semplicemente va a vedere altri sport, senza nulla togliere a nessuno.