FC LUGANO
Pelzer, una giusta riconferma
Pubblicato il 14.04.2026 09:10
di L.S.
La conferma di Sebastian Pelzer, o meglio, il rinnovo di contratto sino al 2029 (il precedente scadeva nel 2027), ha fatto storcere il naso a qualcuno. O perlomeno, ha aperto una serie di domande: normale sottoporgli un contratto così lungo? È lui l’uomo giusto per il futuro del club?
La risposta, è semplice: sì.
Pelzer, da poco più di un anno a Lugano, ha diritto di continuare a lavorare e dimostrare il suo valore. Il motivo? Dopo una sola stagione è dannatamente difficile dare dei giudizi e valutare l’operato di un direttore sportivo. Il mercato è una giungla complicata, dove non è sempre facile trovare le perla rara, come accadde (fu un suo colpo) con Amoura. Ma al di là di questo, il Lugano di Mansueto, in pieno stile americano, ha dimostrato di essere un club che ama lavorare con una base solida e collaudata, poco incline ai cambiamenti. Lo avevamo capito anche con la conferma a Croci-Torti durante un paio di momenti difficili.
Si dirà che Pelzer in questi anni, anche da Chicago, aveva potere decisionale, e unitamente a Carlos Da Silva, portava avanti la politica calcistica del club. Tutto vero, ma vivere la realtà a settemila chilometri di distanza, è diverso dal respirare ogni giorno l’aria dello spogliatoio e avere contatti diretti con giocatori e manager.
Ha sbagliato qualche colpo? Sì, come tutti i direttori sportivi, ma per un club, la cosa importante, è che quando si sbaglia un acquisto, non venga penalizzato il bilancio. Se compri un giocatore a zero e pensi di rivenderlo a dieci milioni e lo vendi a due, non può essere considerato un errore. Anzi, è una plusvalenza che nel mondo del calcio non è scontata.
Se si fa un bilancio di acquisti e cessioni, in termini economici, si potrebbe scoprire che da questo punto di vista il Lugano è in attivo.
Il calcio è fatto di risultati e il Lugano, in questo quinquennio, ha fatto cose egregie, terminando la stagione sempre con un posto in Europa. Mica scontato! Vuol dire che i giocatori che sono arrivati, anche grazie naturalmente allo staff tecnico (scelto anche da Pelzer), hanno comunque svolto il lavoro per cui sono stati pagati.
Un'altra cosa è vera e innegabile: a Lugano sembra essere terminato un ciclo. È una cosa che accade in quasi tutte le squadre del mondo. La difficoltà è farne ripartire subito un altro, magari ancora più vincente.
A questo proposito, a partire dal prossimo mercato Pelzer dovrà dimostrare di avere una visione chiara e definita di quello che dev’essere la nuova squadra.  Aiutato da un “mago” del mercato come Heitz, dovrà operare una piccola rivoluzione e dare a mister Croci-Torti quei giocatori che abbiano fame e voglia di sfondare. Cosa che in questo Lugano, almeno quest’anno, è un po’ mancata.
A proposito di motivazione, i tre anni che gli restano di contratto, non gli toglieranno certo la fame, anzi. Sa benissimo che il suo futuro dipenderà molto da cosa riuscirà fare in bianconero: la vita del direttore sportivo è tutt’altro che semplice. Lugano può essere un trampolino di lancio per i giocatori, meno scontato che lo sia anche per i dirigenti. Soprattutto se non dovessero ottenere i risultati sperati. E Pelzer lo sa.