La posizione di Patrick Fischer sembra traballare sempre di
più. La federazione elvetica, che aveva dichiarato chiusa la faccenda, e
probabilmente lo stesso coach, hanno evidentemente sottovalutato gli strascichi
della storia venuta a galla in merito alla falsificazione del certificato covid
che aveva permesso a Fischer di partecipare alle Olimpiadi in Cina del 2022.
Oltre alle critiche espresse dai media e da buona parte della popolazione, è
arrivata ieri la presa di posizione di Swiss Olympic, comprensibilmente critica
nei confronti del selezionatore. Oggi è il turno invece dell’IIHF, come
anticipato da NZZ e Blick. La federazione internazionale ha in effetti aperto
un’indagine sul caso. A questo punto non sono da escludere eventuali sanzioni
provenienti appunto dalla federazione internazionale. Oltre a ciò, si mormora
dietro le quinte che alcuni sponsor ovviamente non abbiano accolto di buon
grado l’accaduto. Insomma, il tentativo “d’insabbiare” l’accaduto da parte dei
vertici della federazione svizzera sembra fallito. D’altronde era un miraggio e
sinonimo di ingenuità. L’affare pare dunque lungi dall’essere archiviato e a
questo punto, malgrado il sostegno nei confronti di Fischer da parte dei piani
alti di casa nostra, la pressione e le reazioni in particolar modo degli organi
ufficiali sopracitati potrebbero anche indurre a un cambiamento di rotta,
figlia di un obbligo più che di una reale volontà.
NAZIONALE SVIZZERA
Caso Fischer: la situazione si complica