Fuori,
il verdetto è perentorio. Le due grandi di Spagna sono state
eliminate, niente semifinale e Champions finita. Ma Real e
Barca non ci stanno, si sentono defraudate, e inveiscono
contro l'Uefa. Mettono sotto accusa gli arbitri. Il Barca
ha presentato due reclami, sia per la partita di andata che per
quella di ritorno. Imputati i direttori di gara Kovacs e Turpin, i
catalani si sentono oltremodo penalizzati tra espulsioni subite,
rigori non fischiati e gioco duro dell'Atletico tollerato e non
sanzionato. Il club è un furia, ritiene di aver subito autentici
'furti', asserisce che entrambe le gare siano state condizionate. Il
Real, finito
l'incontro contro il Bayern, ha accerchiato Vincic, ed è arrivato un
diluvio di insulti. I bianchi definiscono 'inspiegabile'
l'espulsione, per doppia ammonizione, di Camavinga, si era all'86°
minuto, tutto era ancora in gioco. E gli spagnoli potevano compiere
una delle loro grandi imprese. Il francese ha ricevuto il secondo
cartellino per aver trattenuto troppo il pallone dopo aver commesso
fallo. L'errore del centrocampista è evidente, ma la sanzione è
sembrata davvero esagerata. I tedeschi ne hanno approfittato e sono
riusciti a estromettere i tivali. Altro che sudditanza psicologica,
anzi proprio il contrario. Le due grandi rivali si sentono
perseguitate, e vorrebbero giustizia. Per il momento possono solo
scatenare i media a loro vicini e gli immancabili social. Atletico e
Bayer sorridono e vanno avanti.
CHAMPIONS LEAGUE
Real e Barca attaccano gli arbitri