"Scusate ragazzi, eravamo al lavoro": i tifosi del Como, entrati allo stadio in ritardo, in accordo con quelli avversari che hanno fatto lo stesso, si sono presentati con questo striscione alla squadra. Una neppure troppo velata critica alla Lega Calcio di Serie A la quale, volendo anticipare le partite per favorire le due semifinaliste di Coppa Italia Como e Inter, ha scelto per lariani ed emiliani lo slot più scomodo delle 18.30, concedendo invece all'Inter quello serale. Perché non fosse possibile sovrapporre le due partite resta un mistero (considerando i bacini d'utenza delle due squadre in campo al Mapei Stadium), così come i dati di ascolto delle singole partite di Serie A. Ma siamo sicuramente noi quelli che sbagliano e, probabilmente, in caso di contemporaneità tra le due partite di lariani e milanesi, sicuramente i siti dei detentori dei diritti di trasmissione della Serie A sarebbero stati sommersi da disdette degli abbonamenti e mail di protesta.
Sul campo, è accaduto un fatto che,a volte, si verifica nel calcio: alla prova migliore di una squadra, corrisponde la peggiore di quella avversaria. I neroverdi hanno messo a segno un uno/due a fine prima frazione con due ripartenze che avranno sicuramente mandato Cesc Fàbregas su tutte le furie. Va però detto che hanno disputato una prova di grande spessore anche dietro, guadagnandosi i complimenti dell'allenatore catalano. A lui abbiamo chiesto della novità di far giocare assieme Morata e Douvikas: "In realtà l'avevo già fatto contro l'Inter. Lo scopo era aumentare la nostra presenza nei sedici metri, dove loro facevano tanta densità. Ho chiesto infatti tanta traversoni dalle fasce per le punte,ma non solo: abbiamo tentato in tutti i modi di farli uscire, con movimenti vari dei centrali di difesa e non solo, ma sono stati più bravi di noi".
In ottica europea, una brutta battuta d'arresto, che certifica un bilancio di un solo punto in tre gare. Martedì i lariani saranno a Milano per il ritorno della semifinale di Coppa Italia: partita da dentro o fuori, la più importante nella storia del club da decenni a questa parte. I ragazzi di Cesc sono giovani: andrà capito se riusciranno a gestire la pressione, anche se il tecnico catalano, nel dopopartita al Mapei Stadium, si è sforzato di toglierne ai suoi, ricordando che, in fondo, nessuno a loro aveva chiesto di arrivare a questi risultati. Vedremo: martedì, in fondo, è dietro l'angolo.
Sul campo, è accaduto un fatto che,a volte, si verifica nel calcio: alla prova migliore di una squadra, corrisponde la peggiore di quella avversaria. I neroverdi hanno messo a segno un uno/due a fine prima frazione con due ripartenze che avranno sicuramente mandato Cesc Fàbregas su tutte le furie. Va però detto che hanno disputato una prova di grande spessore anche dietro, guadagnandosi i complimenti dell'allenatore catalano. A lui abbiamo chiesto della novità di far giocare assieme Morata e Douvikas: "In realtà l'avevo già fatto contro l'Inter. Lo scopo era aumentare la nostra presenza nei sedici metri, dove loro facevano tanta densità. Ho chiesto infatti tanta traversoni dalle fasce per le punte,ma non solo: abbiamo tentato in tutti i modi di farli uscire, con movimenti vari dei centrali di difesa e non solo, ma sono stati più bravi di noi".
In ottica europea, una brutta battuta d'arresto, che certifica un bilancio di un solo punto in tre gare. Martedì i lariani saranno a Milano per il ritorno della semifinale di Coppa Italia: partita da dentro o fuori, la più importante nella storia del club da decenni a questa parte. I ragazzi di Cesc sono giovani: andrà capito se riusciranno a gestire la pressione, anche se il tecnico catalano, nel dopopartita al Mapei Stadium, si è sforzato di toglierne ai suoi, ricordando che, in fondo, nessuno a loro aveva chiesto di arrivare a questi risultati. Vedremo: martedì, in fondo, è dietro l'angolo.