Il
Grassoppher non ci sta, e non intende minimizzare quello che è
successo dopo la semifinale di coppa. La società ha emesso un
comunicato, in sintesi rende noto che il club considera molto serio
l'incidente e pensa di “avviare azioni legali”.
Sottolinea che la squadra è stata seguita da oltre 4mila
appassionati e che il limite lo ha oltrepassato “un gruppo molto
piccolo”. Comprende la delusione, lo scoramento per l'esito della
stagione in corso e per gli ultimi risultati, ma ritiene che “è
stato superato un confine chiaro: questo comportamento è vergognoso
e in alcun modo accettabile. Condanniamo fermamente questo attacco”.
Parole nette e che manifestano la volontà di fare chiarezza sulla
vicenda.
Questa
la ricostruzione dei fatti: terminato l'incontro, l'autobus della
squadra è stato preso d'assalto da almeno 30 persone, che hanno
lanciato petardi e altri oggetti. Una parte dell'equipaggio era già
presente sul mezzo e si è riparata. L'autista è stato colpito con
un spray al peperoncino. Il gruppo ha poi cercato di entrare con la
forza negli spogliatoi, ma è stato fermato dal personale della
sicurezza.
Bene la presa di posizione del club ferma e decisa. Un'inchiesta è doverosa, e dovrebbe procedere spedita, per individuare i responsabili e comminare le sanzioni.