CALCIO ITALIANO
Il Como è a un bivio?
Pubblicato il 22.04.2026 09:58
di Silvano Pulga
In passato, in più di un'occasione, ascoltando Cesc Fàbregas al termine di partite che il suo Como non aveva vinto al netto di quanto accaduto nelle singole gare, la conclusione era sempre la stessa: "Non siamo ancora pronti, ci manca qualcosa". Altro aspetto sottolineato spesso era quello che, pur prendendo atto di una crescita costante dei lariani dalla primavera 2025 in poi (lo scorso anno, per dire, in autunno, la compagine lombarda si era ritrovato solo un punto sopra la linea), veniva ricordato ai giornalisti in ascolto che "Stiamo crescendo, ma l'ultimo gradino, quello fondamentale per poter giocare alla pari in determinate situazioni, è il più difficile da affrontare. Ed è difficile quantificare quanto tempo sarà necessario".
Premesso questo, non siamo certamente stupiti da ciò che ha dichiarato il tecnico catalano, a margine della sfida di ieri sera in Coppa Italia contro l'Inter. La sua squadra, ancora una volta in stagione, si è trovata in vantaggio con due gol di scarto, contro un'Inter dove hanno trovato spazio diverse seconde linee, e si è fatta rimontare con reti evitabilissime, soprattutto quella del pareggio, a una manciata di minuti dal termine. Al di là dello scarso cinismo, comunque, va detto che gli azzurri, nel finale, erano fisicamente in affanno. Essendo una compagine più tecnica che fisica, i ragazzi di Fàbregas vanno in crisi se corrono meno di avversari più dotati dal punto di vista della stazza, cosa che si è vista ieri, nel finale, fatale ai lariani. Poi, certo, il tecnico catalano preferisce, ovviamente, vedere il bicchiere mezzo pieno, parlando di orgoglio per essere arrivati a giocarsi certe sfide, mentre i suoi detrattori si scatenano, sui social e non solo, al netto di una campagna stampa che, negli ultimi giorni, dopo gli strali sul Como male del calcio italiano, che manda in campo solo giocatori stranieri, ha preso di mira gli investimenti della proprietà e la loro incompatibilità presunta coi parametri UEFA. Il non detto di tutti questi pareri? Bene gli stranieri, quindi, ma solo se portano fondi alle grandi, chiudendo i loro buchi di bilancio nell'ordine delle centinaia di milioni di franchi.  
In definitiva, la stagione del Como andrà giudicata al termine, perlomeno dal punto di vista dei risultati mentre, sotto gli altri punti di vista, il club in generale ha sicuramente fatto un salto di qualità, anche dal punto di vista della percezione da parte di tutto l'ambiente. E, come diceva Angelo Renzetti, 30 chilometri più a nord del Sinigaglia, alla fine tireremo la riga.