Un caro saluto al caro Cio che ci ha lasciati ieri. Era un ‘vero’ uomo di calcio. Soleva dirci: “Il calcio è allegria, dobbiamo tutti divertirci: noi dirigenti, chi lo pratica, la gente”. Monti era la forza delle idee, al calcio dedicava molte ore della sua giornata. Forte delle sue idee, talvolta la sua era una voce fuori dal coro.
Lo ricordiamo dinamico presidente dell’AC Malcantone, poi tramutato in Basso Malcantone per non urtare la suscettibilità di altri colleghi. Lui era Cio Monti, una persona - anzi un personaggio - stimato, ben voluto anche fuori dal confine de “Ur nos bel Malcanton”. In questi ultimi anni era diventato, in tutto e per tutto, grande amico del Football Club Lugano.
Il suo occhio critico sul calcio ticinese non risparmiava nessuno. Nemmeno l’amatissimo Lugano: “Un club da rifare”. Del Bellinzona diceva: “Giulini che porta i giocatori sul palco del Sociale la considero null’altro che una mossa teatrale”.
Sul nuovo stadio ‘Dai Ticino’ a Castione: “Secondo me a Bellinzona di nuovi stadi non ne vedremo mai. So che farò arrabbiare i bellinzonesi, ma io la vedo così“.
Era critico anche verso sé stesso: “Sono un istintivo, qualche volta perdo la pazienza”.
Sul nuovo stadio ‘Dai Ticino’ a Castione: “Secondo me a Bellinzona di nuovi stadi non ne vedremo mai. So che farò arrabbiare i bellinzonesi, ma io la vedo così“.
Era critico anche verso sé stesso: “Sono un istintivo, qualche volta perdo la pazienza”.
Dicevamo di Cio ‘uomo di calcio’. La sua appartenenza al calcio tresiano fa parte della storia. Aveva risposto con entusiasmo all’invito di Giancarlo Tramezzani, fautore della fusione con il Caslano (“Non è stata una cosa semplice, non avevamo in cassa nemmeno un franco”). Legittima la sua soddisfazione. L’aveva realizzata, nel 1988/89, il Tresa quell’anno era fresco di promozione in Prima Lega. Si era assunto da DS la responsabilità di continuare la storia del club, diventato Tresa-Monteggio, “una delle poche fusioni riuscite in Ticino” - faceva notare con una punta d’orgoglio. Tra gli alti e bassi dell’ACBM ricordava la salvezza in zona Cesarini raggiunta grazie a Criscimanni: “Finalmente ho ‘pescato’ l’allenatore giusto: Tonino ha grande carisma, era da una vita che stavo cercando di portarlo a Caslano”. La squadra era alla deriva, ci fu un’esplosione di gioco e di risultati.
Attento, sagace, autoritario. Con Monti abbiamo avuto un lungo e bellissimo rapporto. I nostri contatti quando stava con la squadra del suo cuore erano diretti e frequenti.
Non c’era tresiano più tresiano di Cio.