Tempo fa, in conferenza stampa, Mattia Croci-Torti aveva rivelato di aver fatto, con i suoi giocatori, un patto tra uomini. Vero: sovente le conferenze stampa, soprattutto nella Serie A italiana, sono il regno dell'ovvio. Però, in quell'occasione, dove il Crus era stato sollecitato rispetto alle motivazioni dei suoi, quella frase ci aveva colpito. Il tecnico di Vacallo, al netto di tutto, è uno che ci mette anche del sentimento in quello che fa; e, probabilmente, è questa la chiave che lo fa apprezzare, soprattutto dai tifosi.
E così, quando ieri abbiamo visto Anto Grgić dare il pallone a Ezgjan Alioski, per fargli battere un rigore importantissimo e decisivo, considerato che ci si trovava nei minuti di recupero, abbiamo ripensato a quelle parole. Un gesto coraggioso: l'ex Sion è praticamente infallibile dagli undici metri, il macedone invece viene da una stagione quantomeno tribolata. Se avesse sbagliato, sicuramente ne sarebbero uscite polemiche infinite. Ma abbiamo una certezza: se fosse accaduto, il Crus avrebbe difeso la scelta a spada tratta.
La vittoria, peraltro prestigiosissima, in casa dei futuri campioni svizzeri, valeva in quel momento meno di un gesto fondamentale per aiutare a ricostruire il morale di un giocatore che, arrivato con grandi aspettative da parte dell'ambiente, si è infilato quasi subito in un tunnel durato, praticamente, tutta la stagione.
Sicuramente, non c'era modo migliore per iniziare il girone finale. Nei prossimi giorni capiremo l'entità dell'infortunio a Daniel Dos Santos, ieri un po' in ombra, ma fondamentale per gli equilibri di squadra. Per il resto, non possiamo che sperare di vedere Cornaredo pieno nelle future tre partite casalinghe: lo meritano la squadra, lo staff tecnico, il blasone degli avversari, le aspettative di classifica. Sarebbe sicuramente il modo migliore per chiudere la storia del vecchio stadio.
E così, quando ieri abbiamo visto Anto Grgić dare il pallone a Ezgjan Alioski, per fargli battere un rigore importantissimo e decisivo, considerato che ci si trovava nei minuti di recupero, abbiamo ripensato a quelle parole. Un gesto coraggioso: l'ex Sion è praticamente infallibile dagli undici metri, il macedone invece viene da una stagione quantomeno tribolata. Se avesse sbagliato, sicuramente ne sarebbero uscite polemiche infinite. Ma abbiamo una certezza: se fosse accaduto, il Crus avrebbe difeso la scelta a spada tratta.
La vittoria, peraltro prestigiosissima, in casa dei futuri campioni svizzeri, valeva in quel momento meno di un gesto fondamentale per aiutare a ricostruire il morale di un giocatore che, arrivato con grandi aspettative da parte dell'ambiente, si è infilato quasi subito in un tunnel durato, praticamente, tutta la stagione.
Sicuramente, non c'era modo migliore per iniziare il girone finale. Nei prossimi giorni capiremo l'entità dell'infortunio a Daniel Dos Santos, ieri un po' in ombra, ma fondamentale per gli equilibri di squadra. Per il resto, non possiamo che sperare di vedere Cornaredo pieno nelle future tre partite casalinghe: lo meritano la squadra, lo staff tecnico, il blasone degli avversari, le aspettative di classifica. Sarebbe sicuramente il modo migliore per chiudere la storia del vecchio stadio.