Una partita pazza in una finale altrettanto pazza.
Basterebbe questo per sintetizzare gara-5 dell’atto conclusivo tra Davos e
Friborgo, sempre più ricco di colpi di scena e ribaltamenti di fronte. Ci ha
pensato il Davos a spezzare la maledizione delle partite casalinghe e regalarsi di fatto due matchball, sinonimo di trentaduesimo titolo nazionale, ma non
prima di passare dal secondo overtime della serie, durato questa volta
solamente 2’26’’. Supplementare frutto di una rimonta pazzesca dei grigionesi,
capaci di risollevarsi dal pantano in cui si erano cacciati nella prima frazione
di gioco in cui li ha visti abbandonare il ghiaccio sul parziale di 3-1 in
favore del Gottéron, con una possibile quarta rete annullata a De la Rose per
un sacrosanto offside di Sörensen, uscito poi di scena a ridosso della fine dei
tempi regolamentari per un problema ad una mano.
La prima rete di serata firmata da Calle Andersson, giunta a
soli 34’’ dalla prima sirena, ha risvegliato l’orgoglio dei ragazzi di Josh
Holden, abili ad approfittare di un Friborgo forse troppo sicuro del margine
accumulato. Al 35’01’’ la contesa è ribaltata: capitan Stransky, il quale sta
probabilmente giocando con un acciacco che rimarrà misterioso sino al termine
della finale, ha trovato l’insperato primo vantaggio di serata, salvo poi farsi
riacciuffare dall’altro “grande saggio” della finale, Lucas Wallmark, un minuto
e mezzo più tardi. L’importanza della posta in palio ha poi trascinato le due
formazioni negli ultimi 20 minuti in cui è successo ben poco, sino al “pasticcio”
di Nathan Marchon, il quale ingenuamente ha spedito il puck in tribuna, provocando
una penalità per ritardo di gioco. Penalità prontamente sfruttata da Adam
Tambellini, “naftalinato” per buona parte del postseason ma preziosissimo e
forse più utile alla causa del sacrificato Brendan Lemieux quando chiamato in
causa. Gran merito del Game Winning Goal del canadese va attribuito a Yannick
Frehner, inaspettato uomo playoff della truppa grigionese (ben 9 punti sin qui)
e abile a mantenere vivo il disco della vittoria con un ottimo lavoro alle assi,
prima di lasciare il gioco per via del casco perso nel contrasto.
L’incantesimo casalingo è dunque spezzato, ora sta ai
Dragoni ripagare con la stessa moneta domani sera alla BCF Arena al fine di portare
la finale ad una gara-7 che sarebbe l’epilogo sacrosanto di un duello che,
sviste arbitrali a parte (diminuite con l’avanzare della serie, va detto) si sta
rivelando un perfetto spot per il nostro campionato.
(Foto PostFinance/KEYSTONE/Claudio Thoma)