Ci sono alcune cose che, per ora, non sono ancora state
chiarite nel nuovo scandalo che sta scuotendo il calcio italiano. Una certezza
è che il designatore arbitrale autosospeso Gianluca Rocchi verrà sentito
giovedì dagli inquirenti. Il suo avvocato, Antonio d'Avirro, ha esposto alla
stampa i dubbi che esporrà agli inquirenti: "Non comprendiamo del tutto
quanto ci viene contestato, soprattutto perché si segnala un concorso di più
persone, che non vengono però indicate. Del resto, la frode sportiva presuppone
un accordo tra più soggetti; nel caso specifico si ipotizza questo reato, ma
mancano i nomi di questi ultimi”.
Il legale, di fatto, pone una questione logica: se Rocchi
dovesse aver designato arbitri “graditi” all’Inter, con chi avrebbe stretto
l'accordo? Se davvero ha bussato al vetro della sala VAR durante Udinese-Parma,
se veramente esisteva addirittura una gestualità rituale, come si mormora da
alcune parti (mano alzata dietro il vetro tutto bene, pugno alzato richiamare
l'arbitro di campo), tutto ciò avveniva su richiesta di chi?
In questa situazione, il legale dell'ex arbitro fiorentino,
atteso giovedì 30 nei locali della Procura a Milano, come già specificato
sopra, mantiene comunque un certo riserbo sul resto della strategia difensiva.
Si può ipotizzare, per dire, che l'indagato possa avvalersi della facoltà di
non rispondere, soprattutto se non gli sarà consentito di visionare gli atti
prima della formalizzazione delle domande. Tuttavia, vale la pena di
considerare anche altri aspetti. Probabilmente, la Procura milanese è in possesso
di elementi dei quali cerca riscontri e collegamenti, o che alcune parti
dell'indagine siano ancora coperte dal segreto istruttorio. E che possano
essere necessari, magari, supplementi d'indagine, che anche le dichiarazioni
(eventuali, se deciderà di farne) di Rocchi potrebbero consentire, prima di
renderli noti. Sul fronte sportivo, invece, l'inchiesta a suo tempo chiusa
sull'esposto di Domenico Rocca è stata riaperta. E, considerato che la
giustizia sportiva è sommaria e, tra l'altro, rovescia l'onere della prova,
potrebbero derivarne situazioni sino a ieri imprevedibili.