HOCKEY INTERNAZIONALE
Nicole Vallario, sirenetta di bronzo
Pubblicato il 30.04.2026 13:22
di Planète Hockey
«Tutto arriva per chi sa aspettare». Questo il mantra di Nicole Vallario, la 24enne ticinese che milita tra le fila di New York Sirens e giostra nel PWHL. Nata a Lugano e con la trafila giovanile in Ticino, Vallario ha fatto parte della comitiva svizzera che si è messa al collo la medaglia di bronzo ai recenti Giochi Olimpici di Milano-Cortina. Ora la stagione delle New York Sirene è purtroppo per loro terminata, le giocatrici del New Jersey hanno mancato i playoff per un soffio.
Quasi un anno fa (maggio 2025), Nicole ha iniziato ad «annusare» il massimo campionato femminile nordamericano di hockey su ghiaccio. In testa un’idea stupenda: quella di poter diventare giocatrice professionista di disco su ghiaccio. 
In tasca avevi un contratto con lo Zugo ma in testa ti rodeva un tarlo. E cioè il tuo grande sogno: gli Stati Uniti. Al draft però le cose non sono andate come speravi….
«Ho firmato un contratto con lo Zugo - ci dice Nicole da New York - con la clausola che mi avrebbe permesso - se ce ne fosse stata l’opportunità - di raggiungere la PWHL. No, il draft non è andato bene: sono quindi tornata in Svizzera e ad agosto, durante il campo d’allenamento della Nazionale, ho ricevuto un’e-mail da un “reclutatore” delle New York Sirens. In sostanza mi si chiedeva se fossi ancora interessata a partecipare ad un training camp a novembre».
Ardua scelta: in Svizzera un lavoro, un appartamento ed un futuro. Negli States la prospettiva di realizzare un sogno. Tanti tuoi coetanei non avrebbero avuto dubbi sulla scelta: meglio la vita reale ai sogni…
«Ci ho pensato davvero a lungo; da una parte la mia comfort zone, dall’altra un salto nel buio. Il campo d’allenamento durava soltanto due settimane: sull’altro piatto della bilancia c’era un futuro “sicuro”. Alla fine sono partita e dopo due settimane di allenamenti mi hanno chiesto di restare. Tuttavia il contingente era già al completo e, inizialmente, mi hanno offerto un contratto da riserva. Siccome si è trattato di un anno olimpico ho scelto di restare ed allenarmi con le più forti».
Nello sport, inoltre, c’è quella regola non scritta che recita - sportivamente parlando – “morte tua vita mia”. Durante il camp una tua compagna si è infortunata…
«In effetti. Mi hanno quindi fatto firmare un contratto fino al termine del suo infortunio. Ho potuto iniziare a viaggiare con la squadra, disputando le mie prime due partite con la maglia delle Sirens di New York. A dicembre c’è stata la pausa della Nazionale che mi ha permesso di tornare in Svizzera e ricaricare le batterie in famiglia. Dopodiché sono tornata a New York ad allenarmi duramente in vista delle Olimpiadi. Dopo lo storico bronzo e qualche giorno in Ticino, da fine febbraio sono di nuovo a New York e faccio parte della squadra titolare. Sono altre condizioni rispetto all’essere una riserva, inoltre posso confrontarmi giornalmente con le migliori giocatrici, di respirare l’aria dello spogliatoio e di viaggiare assieme al gruppo».
Dopo la trafila nelle giovanili del Lugano (assieme a giocatori maschi) e l’esperienza a Turgovia (dove Nicole ha imparato il tedesco) sei partita in direzione degli Stati Uniti per frequentare il college…
«Ho frequentato il college nel Minnesota, laureandomi in psicologia ed ottenendo un master in scienze motorie».
Sgomberiamo il campo da possibili dubbi: le New York Sirens non sono sirenette tradizionali, diciamo così. Non emergono dall’acqua, sono sirenette di città. L’ambiente che si respira al Prudential Center di Newark (New Jersey) è molto caldo.
(Foto NY Sirens)