«Tutto arriva per chi sa aspettare». Questo il mantra
di Nicole Vallario, la 24enne ticinese che milita tra le fila di New York
Sirens e giostra nel PWHL. Nata a Lugano e con la trafila giovanile in Ticino,
Vallario ha fatto parte della comitiva svizzera che si è messa al collo la
medaglia di bronzo ai recenti Giochi Olimpici di Milano-Cortina. Ora la
stagione delle New York Sirene è purtroppo per loro terminata, le giocatrici
del New Jersey hanno mancato i playoff per un soffio.
Quasi un anno fa (maggio 2025), Nicole ha iniziato ad
«annusare» il massimo campionato femminile nordamericano di hockey su ghiaccio.
In testa un’idea stupenda: quella di poter diventare giocatrice professionista
di disco su ghiaccio.
In tasca avevi un contratto con lo Zugo ma in testa ti
rodeva un tarlo. E cioè il tuo grande sogno: gli Stati Uniti. Al draft però le
cose non sono andate come speravi….
«Ho firmato un contratto con lo Zugo - ci
dice Nicole da New York - con la clausola che mi avrebbe permesso -
se ce ne fosse stata l’opportunità - di raggiungere la PWHL. No, il draft non è
andato bene: sono quindi tornata in Svizzera e ad agosto, durante il campo d’allenamento
della Nazionale, ho ricevuto un’e-mail da un “reclutatore” delle New York
Sirens. In sostanza mi si chiedeva se fossi ancora interessata a partecipare ad
un training camp a novembre».
Ardua scelta: in Svizzera un lavoro, un appartamento ed
un futuro. Negli States la prospettiva di realizzare un sogno. Tanti tuoi
coetanei non avrebbero avuto dubbi sulla scelta: meglio la vita reale ai sogni…
«Ci ho pensato davvero a lungo; da una parte la mia
comfort zone, dall’altra un salto nel buio. Il campo d’allenamento durava
soltanto due settimane: sull’altro piatto della bilancia c’era un futuro
“sicuro”. Alla fine sono partita e dopo due settimane di allenamenti mi hanno
chiesto di restare. Tuttavia il contingente era già al completo e,
inizialmente, mi hanno offerto un contratto da riserva. Siccome si è trattato
di un anno olimpico ho scelto di restare ed allenarmi con le più forti».
Nello sport, inoltre, c’è quella regola non scritta che
recita - sportivamente parlando – “morte tua vita mia”. Durante il camp una tua
compagna si è infortunata…
«In effetti. Mi hanno quindi fatto firmare un contratto
fino al termine del suo infortunio. Ho potuto iniziare a viaggiare con la
squadra, disputando le mie prime due partite con la maglia delle Sirens di New
York. A dicembre c’è stata la pausa della Nazionale che mi ha permesso di
tornare in Svizzera e ricaricare le batterie in famiglia. Dopodiché sono
tornata a New York ad allenarmi duramente in vista delle Olimpiadi. Dopo lo
storico bronzo e qualche giorno in Ticino, da fine febbraio sono di nuovo a New
York e faccio parte della squadra titolare. Sono altre condizioni rispetto all’essere
una riserva, inoltre posso confrontarmi giornalmente con le migliori giocatrici,
di respirare l’aria dello spogliatoio e di viaggiare assieme al gruppo».
Dopo la trafila nelle giovanili del Lugano (assieme a
giocatori maschi) e l’esperienza a Turgovia (dove Nicole ha imparato il
tedesco) sei partita in direzione degli Stati Uniti per frequentare il college…
«Ho frequentato il college nel Minnesota, laureandomi in
psicologia ed ottenendo un master in scienze motorie».
Sgomberiamo il campo da possibili dubbi: le New York
Sirens non sono sirenette tradizionali, diciamo così. Non emergono dall’acqua,
sono sirenette di città. L’ambiente che si respira al Prudential Center di
Newark (New Jersey) è molto caldo.
Articolo originale: https://planetehockey.com/pwhl-nicole-vallario-jai-decide-de-rester-a-new-york-pour-mentrainer-avec-les-meilleures/
(Foto NY Sirens)