Vedendo la squadra sfoderare grinta e cuore, ma soprattutto un gran gioco nei secondi 45 minuti, Beppe Sannino ha dovuto fare buon viso ai suoi ragazzi, usciti battuti alla Maladière in modo del tutto immeritato. Il mister, diplomatico come sempre, al novantesimo, a conoscenza che il tecnico dei neocastellani dovrà fare le valigie alla fine della stagione, è corso a salutare Anthony Braizat sussurrandogli in un orecchio: “C’est la vie, mon Cher! “Il francese abbracciandolo gli ha detto: “Non, c’est le football chéri”.
Braizat ha fatto disputare un buon campionato ai neocastellani, classificati al momento al quarto posto davanti allo Stade Lausanne Ouchy, finalista di coppa. Un bilancio da ritenere positivo se guardiamo come si erano posizionati l’anno scorso: terzultimi, con 3 punti in meno del Bellinzona - settimo. Ma invece dei complimenti gli è stato dato il benservito, in panchina la prossima stagione ci andrà un altro allenatore (Bruno Berner), a conferma che tutto il mondo è paese.
Braizat ha fatto disputare un buon campionato ai neocastellani, classificati al momento al quarto posto davanti allo Stade Lausanne Ouchy, finalista di coppa. Un bilancio da ritenere positivo se guardiamo come si erano posizionati l’anno scorso: terzultimi, con 3 punti in meno del Bellinzona - settimo. Ma invece dei complimenti gli è stato dato il benservito, in panchina la prossima stagione ci andrà un altro allenatore (Bruno Berner), a conferma che tutto il mondo è paese.
Ma, torniamo ai granata. Quella della Maladière è stata la battuta d’arresto numero 20 in 32 gare. L’anno scorso avevano chiuso con 14 sconfitte. Di male in peggio!
La stella di Beppe si è offuscata? Dipende da come la si guarda. Nella passata stagione c’era una squadra, quest’anno no. Facile immaginare che il mister (oggi è il suo compleanno: auguri!) a fronte di una simile situazione - restano da giocare quattro partite, occorre recuperare 6 punti, anzi 7 (il Nyon ha una differenza reti chiaramente migliore, - 19 contro - 28), si senta ‘impotente’. Mai dire mai, è vero, ma se si esce con un pugno di mosche pur disputando un’ottima partita (come domenica) siamo pressoché alla ‘missione impossibile’. Pur tenendo conto che non si affronteranno avversari affamati (Rapperswil, SLO, Wil, Carouge - solo i sangallesi per evitare di essere raggiunti necessitano di 1 punto) bisognerà vincere. Non c’è alternativa. E anche sperare in disgrazie altrui, nel caso specifico lo Stade Nyonnais. I vodesi sul loro cammino incontreranno Wil, Aarau, Stade Lausanne Ouchy e Rapperswil (che domenica vedremo al Comunale).
Sannino ha sempre difeso (anche elogiato) la squadra: “Bisogna analizzare la situazione: “Quando sono arrivato era spenta, direi in una difficoltà enorme. Anche i ragazzi erano consapevoli della situazione, sapevano che saremmo stati chiamati a una ‘missione’ difficile”.
La squadra è mancata di continuità: “Abbiamo dovuto fare fronte a tante assenze, a un certo punto avevo più giocatori in infermeria che non sul campo”. Vero, si era affrontata una trasferta con 14 giocatori contati! Pur lavorando a testa bassa, il mister non è riuscito a rialzare il Bellinzona. Anche dando tutto è sempre ultimo in classifica (dalla prima giornata!). Tanti, troppi i punti buttati alle ortiche. Ne sono stati regalati a bizzeffe, l’Etoile Carouge se ne è portati via 9, altrettanto hanno fatto Xamax e Yverdon. Per non dire del Vaduz che ha fatto l’en plein (12, ma ci può stare). Purtroppo è andata così, noi riteniamo che la squadra abbia pagato, per colpe non tutte sue, un prezzo troppo salato.
In casa ACB la speranza è comunque incrollabile. Chissà che domenica, contro il Rapperswil, non si riesca a dimezzare il ritardo dal Nyon che va a incontrare domani venerdì il Wil al Colovray.
(Foto Filippo Zanovello)