CHAMPIONS LEAGUE
Il fallo di mano resta un incubo
Pubblicato il 30.04.2026 16:10
di L.S.
Il fallo di mano è un mal di testa continuo per arbitri, tifosi e addetti ai lavori. Rigori che vengono concessi, altri che, in situazioni simili, non lo sono.
Come mai? Sarebbe bello capirlo. In effetti, il regolamento sembrerebbe chiaro, eppure non sempre la decisione viene capita o condivisa.
Prendiamo il rigore concesso al PSG contro il Bayern Monaco per fallo di mano.
Il difensore bavarese Davies si posiziona davanti a Dembelé con le mani dietro la schiena, a dimostrazione della volontà di non toccare il pallone con le mani. Una volta partito il cross, da distanza ravvicinata, Davies si gira, tocca il pallone con la coscia che poi gli rimbalza sul braccio.
Rigore? Cosa dice il regolamento?
Liberiamo il campo da un equivoco: il fatto che un giocatore tocchi prima il pallone con una parte del proprio corpo, non sana l’eventuale fallo da rigore. Insomma, non sempre.
Se il bracco si trovasse comunque in una posizione non “congrua”, il rigore sarebbe legittimo.
Un esempio: se un giocatore toccasse un pallone con il braccio eccessivamente alto o disteso, sarebbe giusto fischiare la massima punizione, anche se prima avesse toccato un’altra parte del corpo.
Ma in questo caso, il movimento di Davies appare assolutamente congruo e per nulla eccessivo o volutamente esagerato: non c’è per nulla l’intenzione di aumentare il volume del proprio corpo.
Schärer, l’arbitro svizzero che fino a quel momento aveva arbitrato piuttosto bene (il rigore per il Bayern ci poteva stare, anche se non evidentissimo), viene richiamato dal VAR. Rivista la scena, concede il rigore.
Un errore piuttosto clamoroso per il nostro arbitro che andrà al Mondiale: stando al regolamento, che parla appunto di movimento congruo, Schärer sarebbe dovuto restare sulla sua decisione di non concedere il penalty. 
Vedremo cosa direà la Uefa e che punteggio riceverà Schärer dopo questa partita.