NATIONAL LEAGUE
Un abbraccio che porterò nel cuore
Pubblicato il 01.05.2026 06:58
di Alessandro Tamburini
Wow. Che finale. Quante emozioni. In tanti (erroneamente) hanno anticipato la finale nella “semi” tra Davos e Zurigo. Senza fare i conti con il Friborgo, alla fine campione svizzero per la prima volta. Servirebbe un’enciclopedia per scrivere un articolo su questo trionfo, una per ogni giocatore, da Berra in lacrime al “nostro” Biasca, ma nulla può avvicinarsi alla favola Julien Sprunger. Da un quarto di secolo lo commento, con umile onore, quando giovane facevamo sobriamente i post partita all’Apart, locale sotto la torre hotel in centro a Friborgo. Sempre cordiale, umano come pochi, legato alla sua città al punto di dire no a tanti pur di indossare la sua maglia. Tutti (avversari compresi) gli hanno reso omaggio.
Di mio porterò nel mio cuore per sempre il suo abbraccio spontaneo dopo gara-6. Il suo allenatore ha puntato i fari su di lui a fine partita: “è un grande uomo che ha accolto ogni giocatore e spinto il gruppo al titolo. Lui e Reto (ndr Berra) meritano ora tutta la nostra riconoscenza”. Si, ammettiamolo. Una finale pazzesca (4 overtime), un grande Davos per tutta la stagione forse non al top in finale, ma il Friborgo merita l’oro, la coppa, la festa di un intero Cantone. E lui, Julien Sprunger, per la sua fedeltà ed i suoi valori è il degno capitano dello storico titolo dei dragoni.