Se, per i tifosi del Friborgo, la località grigionese non
debba diventare un luogo di pellegrinaggio, poco ci manca. Davos per i Dragoni
è ormai diventata terra di conquista, scenario di ben due trofei in 16 mesi
dopo un’astinenza durata una vita. Se la Coppa Spengler vinta al tramonto del
2024 ha segnato l’inizio di un glorioso ciclo in riva alla Sarine ce lo dirà
solamente il futuro. Ciò che rappresenta una certezza, è che il Gottéron da
quel successo è stata semplicemente la squadra migliore, sino all’apice raggiunto
due giorni or sono. Solo l’eccezionale annata dei grigionesi ha impedito loro
di imporsi anche in regular season e di riconfermarsi nel torneo natalizio (fu
proprio il Davos ad eliminare il Friborgo in semifinale, per poi vincere il
giorno seguente).
Ad alzare entrambi i trofei, come ben sappiamo, è stato
Julien Spunger, capitano e capopopolo di un’intera regione. Davos è storia
anche nella leggendaria carriera di uno dei maggiori protagonisti del nostro
hockey degli ultimi 20 anni. Fu proprio la Eishalle, il 27 settembre del 2002,
il teatro del suo debutto tra i professionisti a soli 16 anni. Il destino ha
voluto che pure il commiato, avvenuto nel migliore dei modi, doveva accadere
nella stessa pista.
Infine, un breve sguardo all’hockey ticinese. A 40 anni
esatti dall’introduzione dei playoff nel nostro campionato, il Friborgo è il
secondo club ad avere la sua “notte di Davos”. Proprio come il Lugano, il 1
marzo del 1986 (quando il piccolo Julien Sprunger aveva solo poco meno di due
mesi, ndr) il club romando ha trovato la sua prima gloria nazionale nei Grigioni,
diventando inoltre la seconda squadra a sconfiggere il plurititolato Davos alla
soglia della finale. Sì, a Friborgo è proprio il caso di rendere la Cattedrale
dell’hockey svizzero una meta di pellegrinaggio.