Parafrasando
il saggista italiano Massimo Recalcati: essere un esempio significa,
molto spesso, porsi in una situazione di presunta superiorità,
implica essere identificati come modelli; essere una testimonianza si
concretizza nell'indicare che non esiste una perfezione, siamo essere
umani e quindi abbiamo mancanze. Ma si può procedere nella vita
cercando una parvenza di senso. Alex Zanardi è morto. La sua
esistenza è come la trama di un libro che vorremmo non finisse mai.
È stato uno sportivo dove la persona ha sovrastato l'atleta.
Impossibile sintetizzare le sue imprese agonistiche, dove la volontà
ha superato ogni limite. Lo sport ha una forza di penetrazione che
non ha pari. Lo sportivo è un emblema che diventa tale quasi senza
sforzi e assurge a una sorta di eroe. Il successo è invidiato. La
fama e i soldi sono il corollario. Nel mondo contemporaneo tutto
fluisce velocemente, non c'è una sosta, la riflessione è un
orpello. Vige la suprema potestà dell'immagine, superflua ed
effimera. Zanardi è stato superiore a queste dinamiche, le ha
superate, le ha battute, le ha depotenziate. Dietro il sorriso, c'è
stato un uomo: forte, coraggioso, motivato e normale. È stato un
grande testimone.
(fonte
foto: YouTube)