"Dovremo ripartire da qui" - aveva dichiarato Sannino alla vigilia. Il mister aveva giustamente messo in conto i tre punti contro i sangallesi, fiducioso di ridurre il distacco dal Nyon a tre lunghezze dopo che i vodesi si erano fatti battere in casa dal Wil.
Ma le cose non sonò andate così. Il Bellinzona si è lasciato superare dal Rapperswi (2-4) che in questo campionato non ha più nulla da dire. Al punto che in Ticino è stato seguito da pochissimi supporter: il settore ospiti in effetti è stato chiuso, per la prima volta in stagione non ha registrato presenze.
Contro un avversario modesto quanto si vuole ma tenace e caparbio i granata sono affondati alla distanza, precludendo - perlomeno è quanto si può immaginare - le già poche speranze di continuare a tenere acceso un lumicino.
Si è vista inizialmente in campo una squadra slegata tra reparto e reparto, inferiore anche sul piano fisico. Impossibilitata a vincere contrasti e duelli e pure mancante dello spirito giusto. (deve essere rimasto negli spogliatoi). Detto in breve, incapace di produrre gioco. Sannino deve avere percepito l’aria che tirava al punto che dopo il 2-1 (gol dell'ex bianconero Ryter) è rimasto seduto in panchina. Lui abituato a sbracciare e a invitare i ragazzi. Chissà perché...
Dopo un primo tempo spoglio di gioco, nei secondi 45 minuti qualcosa di meglio si è visto, probabilmente anche per un calo degli uomini dell’ex Lugano Selcuk Sasivari, ma il gol di Vogt (del 2 a 3) non è bastato per far perfezionare la rimonta.
Ricapitolando: difesa ballerina (Sorensen si è infortunato in fase di riscaldamento, incredibile!), centrocampo incapace di « dialogare » in profondità, attacco che è vissuto prevalentemente sugli spunti di Rossier, uscito esausto a un quarto d’ora dalla fine.
I tre cambi operati con Mayorga al posto dello spento Moulin, Lymann per Fetahu e Kury al posto di Ayala, hanno portato più filtro ma non è bastato per salvare almeno un punto che sarebbe stato meritato pur essendo 3 quelli che si dovevano mettere in carniere soprattutto considerando che il Nyon andrà ad affrontare l’Aarau.
La retrocessione è ormai a un passo: a questo punto ci vorrebbe davvero un miracolo.