CHALLENGE LEAGUE
"Lugano, che bei tempi..."
Pubblicato il 05.05.2026 08:34
di Enrico Lafranchi
Di Selcuk Sasivari, tecnico del Rapperswil, piace la sua umiltà oltre alla capacità di allenare un gruppo di ragazzi tanto modesto quanto coeso e convinto dei propri mezzi. Probabilmente gli è di aiuto il periodo trascorso sulla panchina del Lugano (“Un momento luminoso della mia carriera “), accanto a Mattia Croci Torti (“Crus è un allenatore di grandissima qualità e un gran condottiero, è stato piacevole anche lavorare con Cao Ortelli”).
A Rapperswil ha saputo calarsi agevolmente in una realtà comprensibilmente molto diversa. Parlando con lo staff (nel dopo partita del Comunale) ci è stato detto che il tecnico, di origini turche, ha portato un valore aggiunto alla squadra che con David Sesa nella stagione passata era salita in Challenge League.
Sasivari ha saputo darle una struttura e un gioco: una dimostrazione, sempre secondo i suoi colleghi (“Ha fatto cose semplici usando pragmatismo e mettendo ogni giocatore al posto giusto”), di intelligenza e saggezza. I risultati sono lì da vedere. Il ‘Rappi’ è sesto in classifica a parità di punti (41) con lo Stade Lausanne-Ouchy.
Avremmo voluto chiedere a Selcuk, molto cortese con i giornalisti, cosa mai gli importava ai suoi ragazzi di portare via i tre punti a un Bellinzona con il soffio al cuore. Ci siamo guardati bene dal dirglielo, ci avrebbe preso per un ‘emissario’ dell’ACB…
Mister, con quali propositi avere affrontato la partita?
“Per noi era importante fare il nostro gioco con la mentalità giusta. Fin quando siamo stati avanti di due reti (1-3) tutto è andato liscio. Poi negli ultimi 10/15 minuti (dopo il gol di Vogt) è diventato più difficile amministrare il vantaggio. Penso che il risultato del primo tempo fosse giusto (granata in bambola, difesa ballerina, due gol regalati, ndr), i primi 45 minuti sono stati determinanti”.
Intende dire che non è stato semplice uscirne da vincitori?
“Ritengo che pure il Bellinzona abbia disputato una buona partita. Sono riusciti a riaprirla, ci siamo messi in difficoltà un po’ da soli”.
Noi abbiamo visto molto più movimento e ritmo da parte vostra: c’è una spiegazione?
“Abbiamo un preparatore atletico molto bravo, fisicamente siamo al top. La Challenge è molto più dura della Promotion League”.
Disponete anche di alcune ottime individualità, come il numero 9 Kamberi, un ‘fior’ di attaccante:
“Florian è un giocatore di grande esperienza, forte anche fisicamente (1.89, 84 kg), ha giocato in Romania, Croazia, Scozia e Inghilterra, in Super League col Winterthur e il San Gallo. Un ottimo acquisto!”.
È contento di allenare il Rapperswil?
“Sono felice di essere qui. La società è molto in gamba, siamo una famiglia. Lavoriamo bene sulla base di un progetto ben definito che è quello di fare crescere e valorizzare i giovani della regione”.
Conserva un bel ricordo del FC Lugano?
“Molto bello, con Crus, Cao e lo staff c’era una gran sintonia su quello che bisognava fare. Un grande merito va anche ai ragazzi che allenavamo”.
Se può interessare per dati statistici, il Rapperswil ha vinto quattro delle ultime cinque partite (ha battuto SLO, Wil, Carouge e Bellinzona, perso dal Vaduz) mentre il Bellinzona ne ha vinte solo una (Stade Nyonnais), pareggiata una (Aarau) e perse tre (Vaduz, Xamax, Rapperswil).
(Foto ENLA)