Le vittorie, si sa, hanno sempre tanti genitori, a
differenza delle sconfitte le quali, al contrario, sono spesso orfane. E
questo, va detto, non vale solo per lo sport, che si dimostra, tuttavia, ancora
una volta, metafora della vita. Ieri, però, scrollando i social, ci è apparsa
una foto dell'amico Gianluca Di Domenico assieme a ad Andres Gerber; e allora
abbiamo pensato che, se c'è un padre putativo di questa fantastica cavalcata,
che ha acceso i riflettori di tutta Europa sulla nostra Super League, questo
debba essere proprio il presidente biancorosso.
Giocatore, direttore sportivo, oggi presidente: Gerber, nel
Thun, ha coperto tutti i ruoli, a parte allenare e decidere i menù del
ristorante nella Stockhorn Arena (sul secondo aspetto è lecito avere qualche
dubbio). Per noi è sempre stato uno dei migliori, anche quando ha dovuto
incassare dei risultati negativi. I parametri: budget parsimonioso, ricerca di
giocatori svizzeri da lanciare in prima squadra. Il tutto senza rinunciare a un
pizzico di goliardia: abbiamo ancora il ricordo di una serata degli SFL Awards,
quando ancora si tenevano a Lucerna, con l'allora presidente
Markus Lüthi sul palco a suonare la chitarra elettrica, con altri
amici al basso e alla batteria, organizzando una riuscitissima session di rock,
per intrattenere gli ospiti della serata. Era lo stesso presidente che, pochi
anni prima, aveva chiesto, con un comunicato stampa, diretto al territorio, di
aiutare il club a non scomparire. Nacque così l'"Härzbluet für üse FC
Thun", formata da tifosi, che fece il primo passo, creando un effetto
domino che salvò i biancorossi dal fallimento. Piccole storie, magari, ma che
raccontano la caparbietà di chi vive qua, confermando il detto che, se un bernese
dell'Oberland dovesse mangiare un chiodo, ne uscirebbe una vite.
Gerber ha ereditato la presidenza proprio da Lüthi, arresosi
dopo la retrocessione, arrivata dopo il barrage del 2020. Ha tenuto in piedi
tutto con calma, ma sempre con la stessa filosofia. Ha convinto Mauro
Lustrinelli a tornare, mollando l'ASF e l'U21, con la quale aveva ottenuto
ottimi risultati. Ha saputo aspettare il ritorno in massima serie, e non ha
buttato tutto all'aria dopo la sconfitta nello spareggio col GCZ, nel 2024:
c'era un progetto a lungo termine, avanti così. Fino al trionfo di oggi. Abbiamo
un solo cruccio: ci sarebbe piaciuto vederlo in un grande club. Siamo certi che
glielo abbiano chiesto, ma che lui abbia declinato, col sorriso sornione che
gli vediamo sempre in viso. E, del resto, viene gente da tutto il mondo a
visitare il Berner Oberland: e, se ci abiti, perché te ne dovresti
andare?
(Foto YouTube)