A Natale aveva lasciato il Langenthal, tra qualche partita
terminerà la sua avventura all’Old Boys (entrambe le squadre militano in Prima
Classic), dove purtroppo non è riuscito nell’impresa di salvare una squadra
presa a inizio anno all’ultimo posto.
Maurizio Jacobacci torna sulla sua stagione complicata: prima una separazione, ora una (probabile) retrocessione. Ma il tecnico riesce a vedere il bicchiere mezzo pieno.
“Avevo assunto la guida del Langenthal a inizio 2025 e in sei mesi abbiamo fatto un ottimo lavoro, mettendo le basi per questa stagione. Ci siamo separati a Natale, perché c’era qualche giocatore che si lamentava che giocava poco e perché anch’io avevo fatto qualche richiesta alla società che non poteva soddisfare. Alla fine, è stato giusto separare le nostre strade”.
E l’Old Boys?
“È una squadra storica, nel centro di Basilea, con delle ottime infrastrutture: ci sarebbe però voluta un’impresa per mantenere la categoria. Purtroppo ci manca un po’ di qualità, difficile fare di più”.
Ancora quattro partite, poi Jacobacci tornerà a essere un uomo mercato:
“Spero di poter trovare presto un’altra squadra: ho voglia di lavorare, la mia vita è stare sul campo”.
Andrebbe anche all’estero:
“Perché no? In Tunisia avevo fatto solo due mesi, ma è comunque stata un’esperienza importante. Andare via dalla Svizzera e confrontarsi con altre mentalità e religioni, ti insegna tanto”.
Segue sempre il calcio ticinese e in Prima Classic, dove milita il suo Old Boys (anche se in una altro gruppo), c’è anche il Taverne:
“È una società che sta facendo qualcosa di bello, con ragazzi che hanno voglia di fare carriera. Hanno la fortuna di avere una persona come Novoselskyi che ha grandi disponibilità finanziarie e un progetto molto interessante. Quando ti puoi allenare tanto, come fanno loro, che mi pare siano professionisti, tutto diventa più facile e più bello. A livello fisico e tattico poi vedi la differenza".
Jacobacci conosce bene anche il Paradiso:
“Mi sembra che abbia una buona squadra, credo che alla fine si salverà. Vedo molto in difficoltà il Losanna II, che dopo le cessioni di un paio di giocatori in inverno, ha perso parecchia qualità”.
Si sale di qualche gradino, fino al titolo del Thun:
“Un titolo meritatissimo: credo che abbiano sorpreso tutti a inizio stagione e poi con la fiducia e un po’ di euforia sono riusciti a fare qualcosa di grandissimo”.
Non è una vittoria frutta del caso:
“Assolutamente no. È vero che hanno sfruttato la stagione negativa di YB e Basilea, ma il Thun ha un’identità e un gioco molto convincente. Giocano in maniera verticale, con quattro attaccanti e sono bravi a fare pressione sugli avversari e a difendere con grande intensità. Si vedeva che si divertivano a stare in campo”.
Grande merito di Lustrinelli, vero?
“Certamente. Ha saputo imporre le sue idee e la sua filosofia, in un ambiente che gli ha sempre dato fiducia. Avere una società simile alle spalle è senza dubbio un bell’aiuto”.
Come vedi il Thun del prossimo anno?
“Spero che si rinforzi, anche perché potrebbe dover giocare l’Europa. La squadra comunque non è ancora all’apice, sono convinto che può crescere ancora. Sono sicuro che anche il prossimo anno farà un buon campionato: può entrare perlomeno nelle prime sei”.
Dunque nessun rischio di fare la fine del Leicester?
“No, non credo. La Super League non è la Premier League e il Thun ha una struttura solida. Come ho detto, sarà importante capire che budget avrà a disposizione e che squadra verrà messa a disposizione di Lustrinelli”.
Il Lugano poteva fare di più?
“Nell’anno in cui hanno toppato sia YB che Basilea, è chiaro che può esserci qualche rimpianto. Per me il Lugano aveva una rosa migliore del Thun, ma bisogna riconoscere ai bernesi una continuità incredibile. Il Lugano ha fatto troppi pareggi per poter vincere il campionato, ma da anni la squadra di Croci-Torti è al vertice e perciò è giusto farle i complimenti”.
Tra poco arriverà il nuovo stadio:
“Uno stimolo incredibile, qualcosa che farà crescere ancora la società. Faccio i complimenti al club, credo che sia una cosa bellissima per staff, giocatori e tifosi. Speriamo che venga riempito come merita. Questo stadio permetterà alla squadra di fare un altro passo avanti”.
Si chiude con il Bellinzona, a un passo dalla retrocessione:
“Ho visto qualche partita in TV e purtroppo mi sembra che sia mancata un po’ di continuità, anche nella stessa partita. Probabilmente le tante chiacchiere attorno al club, che pare abbia problemi economici dopo quelli per l’ottenimento della licenza, possono aver deconcentrato un po’ lo spogliatoio. Oltretutto, quando sei sempre sul fondo, diventa difficile a livello mentale. Rincorrere sempre non è facile”.
Maurizio Jacobacci torna sulla sua stagione complicata: prima una separazione, ora una (probabile) retrocessione. Ma il tecnico riesce a vedere il bicchiere mezzo pieno.
“Avevo assunto la guida del Langenthal a inizio 2025 e in sei mesi abbiamo fatto un ottimo lavoro, mettendo le basi per questa stagione. Ci siamo separati a Natale, perché c’era qualche giocatore che si lamentava che giocava poco e perché anch’io avevo fatto qualche richiesta alla società che non poteva soddisfare. Alla fine, è stato giusto separare le nostre strade”.
E l’Old Boys?
“È una squadra storica, nel centro di Basilea, con delle ottime infrastrutture: ci sarebbe però voluta un’impresa per mantenere la categoria. Purtroppo ci manca un po’ di qualità, difficile fare di più”.
Ancora quattro partite, poi Jacobacci tornerà a essere un uomo mercato:
“Spero di poter trovare presto un’altra squadra: ho voglia di lavorare, la mia vita è stare sul campo”.
Andrebbe anche all’estero:
“Perché no? In Tunisia avevo fatto solo due mesi, ma è comunque stata un’esperienza importante. Andare via dalla Svizzera e confrontarsi con altre mentalità e religioni, ti insegna tanto”.
Segue sempre il calcio ticinese e in Prima Classic, dove milita il suo Old Boys (anche se in una altro gruppo), c’è anche il Taverne:
“È una società che sta facendo qualcosa di bello, con ragazzi che hanno voglia di fare carriera. Hanno la fortuna di avere una persona come Novoselskyi che ha grandi disponibilità finanziarie e un progetto molto interessante. Quando ti puoi allenare tanto, come fanno loro, che mi pare siano professionisti, tutto diventa più facile e più bello. A livello fisico e tattico poi vedi la differenza".
Jacobacci conosce bene anche il Paradiso:
“Mi sembra che abbia una buona squadra, credo che alla fine si salverà. Vedo molto in difficoltà il Losanna II, che dopo le cessioni di un paio di giocatori in inverno, ha perso parecchia qualità”.
Si sale di qualche gradino, fino al titolo del Thun:
“Un titolo meritatissimo: credo che abbiano sorpreso tutti a inizio stagione e poi con la fiducia e un po’ di euforia sono riusciti a fare qualcosa di grandissimo”.
Non è una vittoria frutta del caso:
“Assolutamente no. È vero che hanno sfruttato la stagione negativa di YB e Basilea, ma il Thun ha un’identità e un gioco molto convincente. Giocano in maniera verticale, con quattro attaccanti e sono bravi a fare pressione sugli avversari e a difendere con grande intensità. Si vedeva che si divertivano a stare in campo”.
Grande merito di Lustrinelli, vero?
“Certamente. Ha saputo imporre le sue idee e la sua filosofia, in un ambiente che gli ha sempre dato fiducia. Avere una società simile alle spalle è senza dubbio un bell’aiuto”.
Come vedi il Thun del prossimo anno?
“Spero che si rinforzi, anche perché potrebbe dover giocare l’Europa. La squadra comunque non è ancora all’apice, sono convinto che può crescere ancora. Sono sicuro che anche il prossimo anno farà un buon campionato: può entrare perlomeno nelle prime sei”.
Dunque nessun rischio di fare la fine del Leicester?
“No, non credo. La Super League non è la Premier League e il Thun ha una struttura solida. Come ho detto, sarà importante capire che budget avrà a disposizione e che squadra verrà messa a disposizione di Lustrinelli”.
Il Lugano poteva fare di più?
“Nell’anno in cui hanno toppato sia YB che Basilea, è chiaro che può esserci qualche rimpianto. Per me il Lugano aveva una rosa migliore del Thun, ma bisogna riconoscere ai bernesi una continuità incredibile. Il Lugano ha fatto troppi pareggi per poter vincere il campionato, ma da anni la squadra di Croci-Torti è al vertice e perciò è giusto farle i complimenti”.
Tra poco arriverà il nuovo stadio:
“Uno stimolo incredibile, qualcosa che farà crescere ancora la società. Faccio i complimenti al club, credo che sia una cosa bellissima per staff, giocatori e tifosi. Speriamo che venga riempito come merita. Questo stadio permetterà alla squadra di fare un altro passo avanti”.
Si chiude con il Bellinzona, a un passo dalla retrocessione:
“Ho visto qualche partita in TV e purtroppo mi sembra che sia mancata un po’ di continuità, anche nella stessa partita. Probabilmente le tante chiacchiere attorno al club, che pare abbia problemi economici dopo quelli per l’ottenimento della licenza, possono aver deconcentrato un po’ lo spogliatoio. Oltretutto, quando sei sempre sul fondo, diventa difficile a livello mentale. Rincorrere sempre non è facile”.