CHAMPIONS LEAGUE
Ha vinto la più forte
Pubblicato il 07.05.2026 07:15
di Silvano Pulga
Lo abbiamo già scritto: le partite che finiscono con punteggi roboanti non ci piacciono. La fase difensiva, nel calcio, è importante, e gli errori dietro non sono meno importanti di quelli fatti davanti. Di conseguenza, la partite di ieri sera in Baviera, tutto sommato, ci è piaciuta di più di quella di Parigi. Il verdetto del campo, va detto, ha premiato i migliori. E lo ha fatto meglio di ciò che sarebbe avvenuto in un'eventuale partita secca, molto più esposta alle variabili del calcio: un bene, per la competizione e per gli appassionati.
Il PSG, dunque, approda alla seconda finale consecutiva, a dimostrazione di un livello di eccellenza ormai consolidato. Khvicha Kvaratskhelia, già forte ai tempi del Napoli, ha avuto un'ulteriore evoluzione. Certo, è penalizzato dal non giocare in una nazionale importante. Tuttavia, soprattutto se potrà alzare ancora una volta la Coppa dalle grandi orecchie, pensiamo che davvero abbia buone possibilità di vincere il Pallone d'oro. Poca cosa, come dicono quelli che non lo portano a casa, ma che rimane (perlomeno a nostro parere) un premio con il suo perché.
Il PSG supera quindi il Bayern in virtù non solo delle individualità, ma grazie a una migliore organizzazione difensiva, dopo aver orientato subito la sfida con una rete nei primi minuti, frutto certamente di una ripartenza da manuale, ma sorprendendo la retroguardia bavarese, tutta oltre la linea di metà campo. Ecco, il senso di questi 180' minuti più recuperi sta tutto lì: per vincere, serve prendere un gol in meno degli avversari, non farne uno in più. Perché può sembrare ovvio, ma va ricordato: chi non incassa reti non perde, al massimo pareggia. Per il resto è stata una partita giocata a ritmi incredibili, da giocatori con doti tecniche grandissime, e dove pochi elementi militanti in Serie A avrebbero avuto la possibilità di stare tra i 22 schierati al fischio d'inizio. A dimostrazione del fatto che chi chiede che venga assegnato il Pallone d'oro a qualche protagonista del calcio d'oltre confine dovrebbe, probabilmente, tarare il proprio giudizio su questo tipo di partite. Che, purtroppo, sono sempre di meno: ma questo è un altro discorso.
E ora, via verso Budapest. Gli inglesi, a dimostrazione della supremazia del loro movimento che qualcuno, ogni tanto, mette in dubbio (i bastian cuntrari non ci sono solo in Ticino), hanno portato quella che, forse, è la loro miglior formazione attuale in finale con i campioni in carica. L'Arsenal è una squadra forte, con dietro una spinta formidabile e una tradizione calcistica che nulla ha a che vedere con i parigini, da sempre definiti dai puristi della Pedata una realtà di plastica. Sarà anche uno scontro tra due mondi diversi, per questo motivo. E allora, che vinca il migliore. 
(Foto YouTube)