CALCIO
Vincere senza Mbappé
Pubblicato il 07.05.2026 10:17
di L.S.
«Ho letto che ti piace Michael Jordan. Bene. Lui era uno che prendeva per le palle i compagni e si metteva davanti, in prima linea, come un figlio di p…. Tu devi essere il primo a dare l’esempio, come persona e come giocatore. Dovrai occuparti di marcare Cubarsì e Ter Stegen per tutta la partita. Devi dimostrare di essere un vero leader. So che sei un fenomeno mondiale quando attacchi, ma a me non basta. Quando non riesci a fare gol, e questo ovviamente non è sempre possibile, ci devi dare una mano difensivamente. Voglio che tu esca da qui dalla porta principale”.
Luis Enrique, tecnico del PSG, parlava così a Kilyan Mbappè in un memorabile faccia a faccia, alla vigilia di una partita dei quarti di finale di Champions League contro il Barcellona. Qualche settimana più tardi, l’attaccante francese sarebbe partito per Madrid, in uno dei trasferimenti più discussi della storia del calcio.
In un’altra intervista, a fine stagione, e dopo che Mbappè aveva ormai raggiunto le merengues, Luis Enrique spiegò molto bene qual era il suo progetto senza l’attaccante francese.
“Penso che l’anno prossimo faremo ancora meglio. Avere un giocatore che si muoveva dove voleva, implica il fatto che ci sono situazioni di gioco che non posso controllare. L’anno prossimo le controllerò tutte”.
Sarò un caso, o forse no, ma da quando due anni fa Mbappé ha lasciato il PSG, la squadra francese è andata due volte in finale (lo scorso anno vinse 5 a 0 contro l’Inter).
Ora il dibattito è aperto: si può vincere anche con presunti fenomeni che non lavorano per la squadra o si ottengono risultati soltanto se tutti seguono uno schema?
Per ora Luis Enrique ha avuto ragione, ma il calcio non è una scienza esatta. E oltretutto, questo PSG è pieno di talenti. Ecco perché forse si è potuto prescindere da Mbappé. O no?