AC BELLINZONA
Una squadra (e una società) senza dignità
Pubblicato il 08.05.2026 20:06
di L.S.
Terza sconfitta consecutiva e retrocessione quasi matematica. A tenere in gioco il Bellinzona è soltanto la differenza reti, che vede i granata indietro di undici reti a due partite dalla fine.
Le cinque pappine subite a Losanna questa sera purtroppo tolgono le ultime speranze di salvezza, nonostante la scoppola rimediata dallo Stade Nyonnais a Aarau.
I granata, entrati in campo con la faccia della rassegnazione, erano già sotto di due reti dopo dieci minuti e l’espulsione di Mosquera per doppia ammonizione prima della pausa, è stata la pietra tombale su una partita che non è mai stata tale.
La squadra di Sannino questa sera non ci ha nemmeno provato: mai un tiro in porta, mai una vera occasione da rete. Una rassegnazione totale per una squadra che sta finendo malissimo la sua stagione.
E come detto, il rammarico è che lo Stade Nyonnais ha perso le ultime sei partite, dimostrando di essere un’altra squadra che meriterebbe la retrocessione in Prima Promotion. Ma tant’è, a fare questa fine, sempre che non capiti qualcosa di più grave, sarà il Bellinzona.
Il 5 a 0 di stasera, è l’emblema di un’inadeguatezza alla categoria per tanti uomini della rosa di Sannino. Dal portiere alla difesa, dai centrocampisti agli attaccanti. Senza eccezione.
Lo Stade Losanna ha vinto in scioltezza e sembra ormai pronto per la partita della vita, quella finale di Coppa Svizzera che disputerà tra due settimane contro il San Gallo.
Quale futuro aspetta invece il Bellinzona? Martedì patron Trujillo terrà una conferenza stampa in cui, si spera, spiegherà cosa ne sarà del Bellinzona.
Se con o senza di lui, e forse capiremo se questa società riuscirà a sopravvivere a una stagione disastrosa in campo e fuori. Fare peggio era oggettivamente difficile. Altro che fede nel destino, altro che “verso la promozione”. Slogan che letti adesso mettono soltanto tristezza e suonano come una grande presa in giro.
Restano soltanto i Boys a cantare, come se nulla fosse, come l’orchestra che suonava sul Titanic prima del naufragio. Senza rendersi veramente conto di quello che sta succedendo. Tamburi tristi che battono il tempo della vergogna.