FC LUGANO
"È contento di stare a Lugano ma..."
Pubblicato il 09.05.2026 08:32
di L.S.
Walter Fernandez (che nell’intervista di ieri ci ha parlato dei giovani e del futuro del calcio ticinese) è il rappresentante di Mattia Croci-Torti, l’uomo a cui il Crus ogni tanto chiede consiglio per le sue scelte. Anche se Walter preferisce parlare di “opinioni che ci scambiamo”, con un tecnico che lui apprezza tantissimo:
“E non lo dico soltanto perché lavoriamo assieme. Credo che Mattia sia un tecnico molto preparato, che in questi anni ha fatto un enorme salto di qualità. Ha imparato tanto ed è riuscito a ottenere grandi risultati. Ha lasciato una traccia nella storia del FC Lugano”.
Normale, anche per un allenatore come lui, parlare di mercato:
“Ovviamente ci sono squadre interessate, così come c’erano già lo scorso anno. Ma lui, per il momento, è contento di stare a Lugano. Non è né stanco né demotivato, anzi, io lo vedo molto carico. Basta vedere come si comporta a bordo campo per capire l’energia che riesce ancora a mettere a ogni partita”.
Ha vinto la Coppa, ora punterà al campionato?
“Penso proprio di sì, potrebbe essere questo uno stimolo incredibile. Anche se il Lugano è una squadra di una piccola regione, deve avere il coraggio di parlare di titolo, anche perché è un club solido e molto ben organizzato. E lo stadio potrebbe dargli la spinta necessaria”.
Quest’anno poteva essere l’anno buono?
“Sì, avrebbe potuto esserlo, ma l’inizio difficile è stato pagato a caro prezzo. Brava la società a lasciarlo lavorare con serenità, senza mai metterlo in discussione, e bravo lui a reagire e riportare la squadra sui giusti binari. Il finale di campionato è di altissimo livello”.
Presto o tardi il Crus lascerà Lugano, vero?
“Questo è inevitabile, capita a tutti. In quel momento bisognerà valutare bene le offerte che arriveranno, perché nella vita sai cosa lasci ma non sai mai cosa trovi. Sono comunque convinto che qui a Lugano il bello debba ancora arrivare”.
Tu avevi fatto anche da mediatore per l’arrivo di Amoura:
“Fu un gran colpo della dirigenza del Lugano. Non era un giocatore facile da gestire, anche se si tratta di un bravissimo ragazzo. Era la prima volta che usciva dal suo paese, anzi dal suo villaggio, e l’integrazione non è stata semplice. Era però uno che faceva la differenza”.
Qualcuno dice che a Lugano è stato usato male, o meglio, che abbia giocato troppo poco:
“Anch’io avrei voluto che giocasse più minuti, ma la verità è che quando entrava spaccava le partite. Mattia aveva in panchina una carta che nessun’altra squadra in Svizzera aveva e alla fine è stato bravo a sfruttarla”.
Chiudiamo con il Thun e con il suo allenatore Lustrinelli: cosa ne pensi?
“Lo conosco meno, ma se diventi campione in quel modo non può essere un caso. Si vede che lavora bene, sia a livello tecnico che tattico, e ha saputo rilanciare giocatori che sembravano finiti. È stato bravo a inserire un paio di giovani sconosciuti e a valorizzare degli stranieri che nessuno o quasi conosceva. Anche lui, sicuramente, riceverà delle offerte interessanti. Quando vinci il titolo è inevitabile”.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)