AC BELLINZONA
Tutti devono farsi un esame di coscienza
Pubblicato il 10.05.2026 15:33
di L.S.
E così, l’attesa conferenza stampa di martedì, è stata cancellata.
A dire la verità, la notizia non è una sorpresa. Da venerdì si sa che chi doveva accompagnare Juan Carlos Trujillo, su tutti il direttore generale Shpetim Krasniqi, non aveva voglia di metterci la faccia. Non è difficile capire il perché.
La situazione in casa granata sembra ormai irreversibile, e non soltanto sul campo: purtroppo il patron colombiano sembra pronto alla fuga. Non c’è uno straccio di dichiarazione, non c’è un’idea su come andare avanti. Ci sono soltanto tanti debiti (oltre due milioni, tra le spese correnti, le azioni non pagate a Bentacur e i diritti di formazione da pagare ad alcuni club colombiani) che fanno tremare i polsi. La sensazione è che nessuno arriverà a coprire questo buco. E in questo caso, purtroppo, si sa già che fine farà il Bellinzona.
Ancora una volta, dopo più di dieci anni, il club granata rischia il fallimento. Anzi, ci è vicinissimo. A questo punto ci vorrebbe un mezzo miracolo.
Trujillo se ne andrà da dov’è venuto, senza colpo ferire, anzi, sicuramente pronto ad avere fede nel destino da un’altra parte, a voler la promozione e creare delle Academy in qualche altro fortunatissimo club.
Dalla Spagna, si dice che l’Eldense, che potrebbe presto tornare in B, è vicino alla cessione. Insomma, Trujillo probabilmente andrà via anche da lì. Staremo a vedere.
Intanto qui a Bellinzona ha lasciato solo macerie. Toccherà alla piazza risorgere un’altra volta, se ne avrà veramente la forza. Ogni volta è sempre più dura, sempre più difficile. E a questo punto, bisogna chiedersi se ne vale ancora la pena.
Chissà cosa ne penserà il municipio e quei tifosi che in questi anni avevano pesantemente contestato la famiglia Bentancur e il presidente Martignoni. Così come la SFL, che aveva colpevolmente steso il tappeto rosso a un personaggio sconosciuto e senza nessuna garanzia.
Tutti, in caso di fallimento, dovranno farsi un esame di coscienza.
(Foto Filippo Zanovello)