Il football non è sempre
logico. E, così, il FC Lugano, che pure si trovava in vantaggio e in
controllo in una gara fondamentale per il prosieguo della stagione,
nel giro di 5', tra il 69' e il 74', ha visto gli avversari
rovesciarne le sorti, anche grazie a un rigore quantomeno opinabile.
E quando, nel finale, si è ritrovato ad avere l'occasione di
riportare il risultato in parità, grazie a un altro penalty, ha
mancato l'occasione con Alioski, la settimana scorsa decisivo proprio
dagli undici metri. Il calcio, del resto, dà e toglie, come amava
dire Fabio Celestini, nel suo periodo in riva al Ceresio. Per fortuna dei ticinesi, il
Basilea è uscito da Berna con le ossa rotte, ed è così
matematicamente fuori dalla lotta per i posti che contano. Chi invece
ha fatto il suo, dimostrandosi in grandissima forma, è il Sion: i
vallesani hanno affondato un Thun ormai pago al Tourbillon, e
ora aspettano sul proprio terreno, giovedì, giorno della Festa
dell'Ascensione, proprio i sottocenerini, che hanno messo nel mirino,
dal momento che sono staccati di sole due lunghezze. Va detto,
comunque, che la truppa del Crus ha ancora il destino nelle proprie
mani: basterebbero una vittoria e un pareggio, nelle ultime due
partite per mantenere almeno il terzo posto in graduatoria, al netto
del fatto che, se il San Gallo rimanesse al secondo o terzo posto,
vincendo la coppa il 24 maggio a Berna, il quarto posto avrebbe
valore europeo. Situazione fluida, quindi, e per nulla compromessa.
Per ora. Dopodiché, in sala stampa a Cornaredo, il nervosismo si
tagliava col coltello. La squadra bianconera avrebbe certamente
meritato un risultato positivo, e la sconfitta è maturata in
circostanze che hanno decisamente fatto arrabbiare il tecnico di
Vacallo. Resta la sensazione, a Mattia Croci-Torti, che sui falli di
mano vi siano differenti interpretazioni. Il confronto con i
direttori di gara è spesso difficile ("Con questa terna
arbitrale non c'è dialogo"), ma c'è anche il rammarico di
errori individuali, nell'azione del gol del pari, che hanno inciso
pesantemente, al netto del fatto che, nella prima frazione, i
ticinesi hanno avuto almeno due occasioni chiare per andare in
vantaggio. Alla fine, probabilmente ha ragione il Crus, quando
sostiene che la gara è stata pesantemente influenzata dagli episodi,
che hanno detto male ai suoi. L'unica certezza è che a Sion,
giovedì, saranno in palio più di tre punti: se il FC Lugano dovesse
tornare a casa mani vuote, infatti, a quel punto potrebbe non bastare
vincere poi, domenica, a Cornaredo col Basilea. E bisognerebbe, poi,
tifare San Gallo nella finale di coppa. Non proprio la migliore delle
prospettive.
(Foto
Ticishot-Simone Andriani)