FC LUGANO
Rabbia Lugano
Pubblicato il 11.05.2026 06:11
di Silvano Pulga
Il football non è sempre logico. E, così, il FC Lugano, che pure si trovava in vantaggio e in controllo in una gara fondamentale per il prosieguo della stagione, nel giro di 5', tra il 69' e il 74', ha visto gli avversari rovesciarne le sorti, anche grazie a un rigore quantomeno opinabile. E quando, nel finale, si è ritrovato ad avere l'occasione di riportare il risultato in parità, grazie a un altro penalty, ha mancato l'occasione con Alioski, la settimana scorsa decisivo proprio dagli undici metri. Il calcio, del resto, dà e toglie, come amava dire Fabio Celestini, nel suo periodo in riva al Ceresio.  Per fortuna dei ticinesi, il Basilea è uscito da Berna con le ossa rotte, ed è così matematicamente fuori dalla lotta per i posti che contano. Chi invece ha fatto il suo, dimostrandosi in grandissima forma, è il Sion: i vallesani hanno affondato un Thun ormai pago al Tourbillon, e ora aspettano sul proprio terreno, giovedì, giorno della Festa dell'Ascensione, proprio i sottocenerini, che hanno messo nel mirino, dal momento che sono staccati di sole due lunghezze. Va detto, comunque, che la truppa del Crus ha ancora il destino nelle proprie mani: basterebbero una vittoria e un pareggio, nelle ultime due partite per mantenere almeno il terzo posto in graduatoria, al netto del fatto che, se il San Gallo rimanesse al secondo o terzo posto, vincendo la coppa il 24 maggio a Berna, il quarto posto avrebbe valore europeo. Situazione fluida, quindi, e per nulla compromessa. Per ora. Dopodiché, in sala stampa a Cornaredo, il nervosismo si tagliava col coltello. La squadra bianconera avrebbe certamente meritato un risultato positivo, e la sconfitta è maturata in circostanze che hanno decisamente fatto arrabbiare il tecnico di Vacallo. Resta la sensazione, a Mattia Croci-Torti, che sui falli di mano vi siano differenti interpretazioni. Il confronto con i direttori di gara è spesso difficile ("Con questa terna arbitrale non c'è dialogo"), ma c'è anche il rammarico di errori individuali, nell'azione del gol del pari, che hanno inciso pesantemente, al netto del fatto che, nella prima frazione, i ticinesi hanno avuto almeno due occasioni chiare per andare in vantaggio. Alla fine, probabilmente ha ragione il Crus, quando sostiene che la gara è stata pesantemente influenzata dagli episodi, che hanno detto male ai suoi. L'unica certezza è che a Sion, giovedì, saranno in palio più di tre punti: se il FC Lugano dovesse tornare a casa mani vuote, infatti, a quel punto potrebbe non bastare vincere poi, domenica, a Cornaredo col Basilea. E bisognerebbe, poi, tifare San Gallo nella finale di coppa. Non proprio la migliore delle prospettive.  
(Foto Ticishot-Simone Andriani)