Nella tristezza di uno stadio che ha avuto l’effetto di un
deserto, il Bellinzona si è accomiatato dai pochi tifosi (nonostante l’entrata
libera, 362 di numero) che sono accorsi a vederli giostrare nell’ultimo atto al
Comunale - purtroppo trasformatosi in un addio alla Challenge League - con una
sconfitta (la decima in casa cui ne vanno aggiunte altre tredici in trasferta
per un totale di 23 in 35 partite) che pone praticamente fine (leggi
retrocessione matematica) a una stagione deficitaria in tutto e per tutto.
Anche lunedì si è avuta l’impressione di una squadra senza
capo né coda, ennesima dimostrazione di un undici andato progressivamente alla
deriva contro una compagine che in pratica non è stata per niente superiore, se
non nella volontà di fare risultato a tutti i costi benché non necessitasse di
punti pesanti. Quei tre punti che gli uomini di Sannino si sono lasciati
scappare una volta di più, ora imprecando ad assenze, ora agli arbitraggi. Per
la verità anche ieri sera il direttore di gioco non ha accordato ai granata,
sul risultato di 2-3, un netto rigore a loro favore (per ammissione di uno
stesso giocatore ospite, il che è tutto dire). Il signor Prskalo, che aveva
fischiato un primo rigore al Wil (trasformato da Rapp al 24’) ne ravvisava un
secondo allo scadere dei primi 45 minuti anche per il Bellinzona (autore Vogt)
di modo che si è rientrati negli spogliatoi sull’1-1.
La partita in sé è stata la fotocopia di tante altre. Ma
anziché azzeccare il pari, facilitato da un secondo tiro dagli undici metri
(rigore tramutato da Rey al 79’), la squadra si è completamente sfaldata con
l’uscita prima di Lopez e Rossier (al 58’), poi di Bomo e Shala poco meno di
una decina di minuti dopo.
Senza più Rossier, e con una difesa tornata ‘ballerina’
secondo un modulo di cui conosciamo le origini (vedasi mercato effettuato al
termine della passata stagione, quando la squadra era forte a centrocampo -
‘buco’ nero quest’anno nonostante Mosquera, comunque assente per l’espulsione
che gli è stata comminata alla Pontaise) dopo la sostituzione del sempre
‘battagliero’ capitan Mihajlovic, il Bellinzona non si è più visto.
Il sipario è dunque calato nel peggiore dei modi. La
prossima partita (ultima, anche di ChL) è in programma alla Fontenette di
Carouge. Lo Stade Nyonnais, nonostante abbia perso dallo Stade Lausanne Ouchy
(1-3, altro che fantasticare su punti regalati tra ‘cugini’) continuerà a
giocare in Challenge mentre il Bellinzona scenderà, stando ai risultati
conseguiti sul campo, in Prima Lega Promotion.
Il Nyon, che ha perso tutte e quante le ultime sei gare,
sarà anche inferiore al Bellinzona ma vanta un bottino di 6 punti in più. Ciò
non fa altro che confermare la scarsa qualità dei ragazzi di Sannino, a nostro
modo di vedere chiamato in causa con notevole ritardo. I granata sono partiti
ultimi e arrivati ultimi: è bene rammentarlo.
(Foto Filippo Zanovello)