Lo aveva detto a una radio uruguaiana (Blu radio) qualche
giorno fa, lo ha ripetuto, in maniera ancora più perentoria a Teleticino oggi:
per lui, il capitolo Bellinzona, è al capolinea.
Juan Carlos Trujillo ha capito che la sua avventura in Svizzera è ormai alla fine e ha tutte le intenzioni di lasciare la capitale. Ha confidato che c’erano tre offerte per la cessione del club, di cui soltanto una rimasta ancora sul piatto. Poi scarica il tutto sulle spalle del suo direttore generale Shpetim Krasniqi, che ci risulta ignaro di questa uscita da parte del patron.
Purtroppo, da quello che ci risulta, anche quest’ultima offerta, dopo l’incontro di questa mattina, è evaporata.
Per il momento, Trujillo è un uomo solo e difficilmente, a questo punto, riuscirà a vendere il Bellinzona e recuperare i soldi investiti.
Anzi, la probabilità, a questo punto altissima, è che il Bellinzona, sommerso da un debito che sfiora i tre milioni, fallisca ancora. Come successe una decina di anni or sono con il presidente Giulini.
Il tempo stringe e anche i revisori dei conti, da quello che abbiamo saputo, si sono già mossi, preoccupati dalle voci che circolano.
Si parla di una decina di giorni prima di portare eventualmente i bilanci in tribunale e dichiarare il fallimento del club, sempre più vicino.
Difficile credere che con questo debito, qualcuno della piazza decida di entrare in campo. Più probabile che si attenda il fallimento per poi ripartire con delle cordate nostrane. Com’era già capitato una decina di anni or sono.
Gli uomini che hanno a cuore il Bellinzona ci sono, si attende il capofila che sia in grado di trascinare anche gli altri in questa nuova avventura. Ma nella capitale ci si sta già muovendo sottotraccia e appena il fallimento sarà ufficiale, qualcosa capiterà.
La domanda ora è questa: da dove ripartirebbe il club?
Se non ci saranno fusioni di sorta, sarà una ripartenza dalla quinta lega: vorrebbe dire cancellare forse definitivamente la storia di questo glorioso club. Più probabile (e auspicabile) dunque una fusione: ma con chi?
Con il Semine del presidente Marotta?
O con il Paradiso? Il presidente Caggiano, questa mattina a Teleticino, non si è tirato indietro, dicendo che se ci sarà da dare una mano lui lo farà. Vedremo in che forma. Sempre, ovviamente, che ci sia uno stimolo importante da parte della piazza bellinzonese.
Che come detto, si sta già muovendo.
Juan Carlos Trujillo ha capito che la sua avventura in Svizzera è ormai alla fine e ha tutte le intenzioni di lasciare la capitale. Ha confidato che c’erano tre offerte per la cessione del club, di cui soltanto una rimasta ancora sul piatto. Poi scarica il tutto sulle spalle del suo direttore generale Shpetim Krasniqi, che ci risulta ignaro di questa uscita da parte del patron.
Purtroppo, da quello che ci risulta, anche quest’ultima offerta, dopo l’incontro di questa mattina, è evaporata.
Per il momento, Trujillo è un uomo solo e difficilmente, a questo punto, riuscirà a vendere il Bellinzona e recuperare i soldi investiti.
Anzi, la probabilità, a questo punto altissima, è che il Bellinzona, sommerso da un debito che sfiora i tre milioni, fallisca ancora. Come successe una decina di anni or sono con il presidente Giulini.
Il tempo stringe e anche i revisori dei conti, da quello che abbiamo saputo, si sono già mossi, preoccupati dalle voci che circolano.
Si parla di una decina di giorni prima di portare eventualmente i bilanci in tribunale e dichiarare il fallimento del club, sempre più vicino.
Difficile credere che con questo debito, qualcuno della piazza decida di entrare in campo. Più probabile che si attenda il fallimento per poi ripartire con delle cordate nostrane. Com’era già capitato una decina di anni or sono.
Gli uomini che hanno a cuore il Bellinzona ci sono, si attende il capofila che sia in grado di trascinare anche gli altri in questa nuova avventura. Ma nella capitale ci si sta già muovendo sottotraccia e appena il fallimento sarà ufficiale, qualcosa capiterà.
La domanda ora è questa: da dove ripartirebbe il club?
Se non ci saranno fusioni di sorta, sarà una ripartenza dalla quinta lega: vorrebbe dire cancellare forse definitivamente la storia di questo glorioso club. Più probabile (e auspicabile) dunque una fusione: ma con chi?
Con il Semine del presidente Marotta?
O con il Paradiso? Il presidente Caggiano, questa mattina a Teleticino, non si è tirato indietro, dicendo che se ci sarà da dare una mano lui lo farà. Vedremo in che forma. Sempre, ovviamente, che ci sia uno stimolo importante da parte della piazza bellinzonese.
Che come detto, si sta già muovendo.