Cosa succede a Roma? La Lega Serie A, nel predisporre i
calendari, sembrerebbe essersi "dimenticata" della finale degli
Internazionali di Roma, domenica prossima. La soluzione era a portata di mano:
far giocare il derby in orario serale, la domenica, a evento tennistico
terminato. L'autorità di pubblica sicurezza capitolina, tuttavia, prima ha dato
indicazioni per giocare la partita alle 12.30 della domenica (si diceva che il
derby dovesse essere giocato a orari diurni per motivi di ordine pubblico);
poi, sempre per evitare incroci tra i tifosi del calcio e quelli del tennis
(non si capisce quali problemi dovessero derivarne, a parte il fastidio, per
qualche VIP con biglietto d'invito gratuito alla finale degli Internazionali
d'Italia di entrare in contatto visivo col plebeo pubblico del calcio) si è
deciso di posticipare il tutto alla domenica sera, per poi arrivare alla scelta
(per ora...) definitiva di giocare il lunedì alle 20.45.
Poco male, a parte la contraddizione di mettere in orario
serale una partita a rischio secondo l'Osservatorio Nazionale sulle
Manifestazioni Sportive (ci viene il dubbio che il buio tra il lunedì e la
domenica sia differente, chissà). Il problema è che, per garantire la
contemporaneità delle partite interessanti per le posizioni a valenza europea,
questa scelta costringerà anche il pubblico di altre partite (e gli addetti ai
lavori...) ad adeguarsi. La Lega Serie A ha fatto i conti: 4 partite, circa
300’000 tifosi coinvolti, e ha alzato la voce, con un comunicato dai toni
insolitamente duri. Viene evidenziato innanzitutto che, in occasione della
partita di campionato tra Lazio e Inter (che è stata replicata ieri sera,
finale di Coppa Italia) non vi sono stati problemi tra le tifoserie del calcio
e del tennis. La Lega Serie A, per mantenere le partite alla domenica (lunedì
18, è in programma tra l'altro in Italia uno sciopero dei mezzi pubblici, treni
e trasporto locale), ha provato a chiedere un anticipo della partita di calcio
e un posticipo di quella di tennis, senza che vi sia stato l'assenso
dell'Autorità di pubblica Sicurezza. Si andrà quindi davanti al Tribunale
Amministrativo.
L'idea che il sistema di gestione dell'Ordine pubblico
capitolino, in grado di gestire negli anni manifestazioni come i funerali di un
Papa e il successivo Conclave, vada in crisi per la contemporaneità di una
partita di tennis con 10’000 spettatori presenti con una di calcio, seppure
gravata da possibili rischi di scontri tra le tifoserie, lascia francamente
perplessi. Dopodiché, la finale degli Internazionali di tennis era prevista da
prima di predisporre i calendari dei campionati di calcio, con tutto quello che
ne sarebbe dovuto derivare. Rimane una sensazione di inadeguatezza che,
espressa a questi livelli, e da questi attori, mette a disagio. E, forse,
rivela il perché di certi atteggiamenti recenti nei confronti della Confederazione,
in occasione dei noti fatti di Crans Montana, usati come arma di distrazione di
massa per l'opinione pubblica del Belpaese.
(Foto YouTube)