Tante voci risuonano nell’Associazione Calcio Bellinzona. Si
rincorrono da un capo all’altro della città. Talune distorte, da ritenere
infondate. Tal altre gracchianti e penetranti al punto da risultare
incontrollabili. Dove sta la verità?
Facciamo chiarezza con Brenno Martignoni Polti, ex
presidente rampante del Bellinzona, in tempi sicuramente migliori.
Nell’intervista mettiamo il dito su aspetti di stretta attualità. Lo osserviamo
sereno e tranquillo, mentre parla abbozza un sorriso. Il suo spirito è lo
stesso di quando si trovava alla testa della società. Una presidenza è fatta
anche di responsabilità. Martignoni Polti durante il suo mandato ha fatto del
proprio meglio, sempre in linea con il suo carattere. E con una realtà che
sicuramente non rispondeva, come oggi, ai colori dell’arcobaleno.
Lei è stato praticamente messo alla porta da Juan Carlos
Trujillo: dico bene?
“Veramente sono stato io a lasciare, con effetto
immediato il 31 luglio 2025. Diciamo che da subito era venuta a mancare
l’imprescindibile chiarezza. È palese che la nuova proprietà avrebbe anzitutto
dovuto prendere attenta conoscenza della nostra realtà, prima di buttarsi a
capofitto, per di più sprovvista di cognizioni di causa”.
Lei sarebbe disposto a rientrare, a quali condizioni?
“Non mi sono mai allontanato, sono sempre stato vicino
all’ACB, anche molto vigile. A maggior ragione ora, nel momento del bisogno
rimango a completa disposizione. Del resto, non è mia attitudine demordere.
Anzi, fin dall’inizio di questa annunciata crisi, mi sono adoperato per trovare
sbocchi positivi alternativi. Mettendo al centro l’ACB, con tutte le sue
componenti: pubblico, tifoseria, territorio. Settore giovanile e calcio
professionistico. Con il sacro rispetto della storia secolare granata”.
Qual è oggi la situazione?
“Adesso è allarme rosso. Si tratta di soccorrere uno
stato di emergenza, dove azione e prontezza faranno la differenza. Il futuro -
a mio avviso - deve passare da un intervento di salvataggio di ACB 1904 SA.
Significa scongiurare “in limine” il fallimento, ottenendo dal Giudice un
beneficio dí concordato, aprendo un apposito procedimento”.
Di che si tratta?
“In caso di dissesto e di insolvenza si può promuovere
una procedura di risanamento finanziario. È la via, per una persona giuridica
indebitata, per evitare il fallimento tramite un accordo con i creditori”.
Secondo alcune ‘voci’, non solo ‘cittadine’, lei sarebbe
alla testa di una cordata ticinese: c’è del vero?
“Non si tratta di cordata, bensì di subentro “tout
court”. Non propriamente ticinese, ma svizzero. Tuttavia, per fare sì che ciò
avvenga, occorre un accordo plurimo. Di resa incondizionata. A più mani,
congiuntamente: proprietà (Trujillo), Pablo Bentancur, l’insieme dei creditori.
Il tutto da tradurre in concordato scritto, approvato dal Tribunale. È questa
la condizione imprescindibile per una ripartenza da uno stato contabile di
‘Dare’ e ‘Avere’, accertato e vincolante”.
La prima squadra da che categoria ripartirebbe?
“Evidentemente il procedimento che ho illustrato è in
funzione della conferma della posizione nel torneo di Promotion League. Perché
è soltanto così che rimaniamo in un campionato di visibilità e di dimensione
elvetica (in una competizione di livello nazionale). Ossia con squadre ospiti
che coprono il panorama completo del calcio svizzero. Con compagini come
Basilea, Young Boys, Zurigo, Losanna…”.
Un ritorno in scena di Bentancur potrebbe essere alla
base per un suo rientro?
“Pablo è interlocutore in questa delicatissima fase,
potendo dire la sua riguardo ai sospesi in suo favore. Comunque sono certo che
se si approdasse a una soluzione, lui farebbe senz’altro la sua parte. Il nostro
rapporto di reciproca fiducia e stima non è mai venuto meno”.
E il ruolo della Città?
“Nel primo incontro con la nuova proprietà di Juan Carlos
Trujillo a inizio luglio 2025, il vicesindaco Fabio Käppeli aveva parlato di
“clima costruttivo” attorno a “un progetto serio e credibile”.
Di mister Sannino che ne sarà?
“Beh, Beppe ha fatto il possibile con quello che
aveva. Non dubito un istante che sarebbe pronto a riportare su il Bellinzona.
Per la Città. Per l’intero popolo granata!”