AC BELLINZONA
ACB "in limine"
Pubblicato il 15.05.2026 08:13
di Enrico Lafranchi
Tante voci risuonano nell’Associazione Calcio Bellinzona. Si rincorrono da un capo all’altro della città. Talune distorte, da ritenere infondate. Tal altre gracchianti e penetranti al punto da risultare incontrollabili. Dove sta la verità?
Facciamo chiarezza con Brenno Martignoni Polti, ex presidente rampante del Bellinzona, in tempi sicuramente migliori. Nell’intervista mettiamo il dito su aspetti di stretta attualità. Lo osserviamo sereno e tranquillo, mentre parla abbozza un sorriso. Il suo spirito è lo stesso di quando si trovava alla testa della società. Una presidenza è fatta anche di responsabilità. Martignoni Polti durante il suo mandato ha fatto del proprio meglio, sempre in linea con il suo carattere. E con una realtà che sicuramente non rispondeva, come oggi, ai colori dell’arcobaleno.
Lei è stato praticamente messo alla porta da Juan Carlos Trujillo: dico bene?
“Veramente sono stato io a lasciare, con effetto immediato il 31 luglio 2025. Diciamo che da subito era venuta a mancare l’imprescindibile chiarezza. È palese che la nuova proprietà avrebbe anzitutto dovuto prendere attenta conoscenza della nostra realtà, prima di buttarsi a capofitto, per di più sprovvista di cognizioni di causa”.
Lei sarebbe disposto a rientrare, a quali condizioni?
“Non mi sono mai allontanato, sono sempre stato vicino all’ACB, anche molto vigile. A maggior ragione ora, nel momento del bisogno rimango a completa disposizione. Del resto, non è mia attitudine demordere. Anzi, fin dall’inizio di questa annunciata crisi, mi sono adoperato per trovare sbocchi positivi alternativi. Mettendo al centro l’ACB, con tutte le sue componenti: pubblico, tifoseria, territorio. Settore giovanile e calcio professionistico. Con il sacro rispetto della storia secolare granata”.
Qual è oggi la situazione?
“Adesso è allarme rosso. Si tratta di soccorrere uno stato di emergenza, dove azione e prontezza faranno la differenza. Il futuro - a mio avviso - deve passare da un intervento di salvataggio di ACB 1904 SA. Significa scongiurare “in limine” il fallimento, ottenendo dal Giudice un beneficio dí concordato, aprendo un apposito procedimento”.
Di che si tratta?
“In caso di dissesto e di insolvenza si può promuovere una procedura di risanamento finanziario. È la via, per una persona giuridica indebitata, per evitare il fallimento tramite un accordo con i creditori”.
Secondo alcune ‘voci’, non solo ‘cittadine’, lei sarebbe alla testa di una cordata ticinese: c’è del vero?
“Non si tratta di cordata, bensì di subentro “tout court”. Non propriamente ticinese, ma svizzero. Tuttavia, per fare sì che ciò avvenga, occorre un accordo plurimo. Di resa incondizionata. A più mani, congiuntamente: proprietà (Trujillo), Pablo Bentancur, l’insieme dei creditori. Il tutto da tradurre in concordato scritto, approvato dal Tribunale. È questa la condizione imprescindibile per una ripartenza da uno stato contabile di ‘Dare’ e ‘Avere’, accertato e vincolante”.
La prima squadra da che categoria ripartirebbe?
“Evidentemente il procedimento che ho illustrato è in funzione della conferma della posizione nel torneo di Promotion League. Perché è soltanto così che rimaniamo in un campionato di visibilità e di dimensione elvetica (in una competizione di livello nazionale). Ossia con squadre ospiti che coprono il panorama completo del calcio svizzero. Con compagini come Basilea, Young Boys, Zurigo, Losanna…”.
Un ritorno in scena di Bentancur potrebbe essere alla base per un suo rientro?
“Pablo è interlocutore in questa delicatissima fase, potendo dire la sua riguardo ai sospesi in suo favore. Comunque sono certo che se si approdasse a una soluzione, lui farebbe senz’altro la sua parte. Il nostro rapporto di reciproca fiducia e stima non è mai venuto meno”.
E il ruolo della Città?
“Nel primo incontro con la nuova proprietà di Juan Carlos Trujillo a inizio luglio 2025, il vicesindaco Fabio Käppeli aveva parlato di “clima costruttivo” attorno a “un progetto serio e credibile”.
Di mister Sannino che ne sarà?
“Beh, Beppe ha fatto il possibile con quello che aveva. Non dubito un istante che sarebbe pronto a riportare su il Bellinzona. Per la Città. Per l’intero popolo granata!”