Non è stata una giornata facile per Mattia Bottani, che ha
giocato la sua ultima partita con la maglia del FC Lugano. È stata anche l’ultima
dello stadio di Cornaredo: forse era davvero il destino che le loro storie si
chiudessero assieme.
Un pomeriggio pieno di sentimenti ed emozioni, con la premiazione per le sue 400 presenze in bianconero, che il Botta ha sentito tutto sulla sua pelle, anche quando gli è stato chiesto di entrare in campo a mezz’ora dalla fine.
Ci ha provato, ha lottato come al solito e ha anche scoccato l’ultimo tiro nello stadio di Cornaredo: “Peccato che sia finito alto, sarebbe stato bello chiudere con un gol”.
La giornata, come detto, è stata emotivamente pesante: “Oggi era difficile, le gambe non andavano come al solito, sapevo che sarebbe stata una partita strana. Oggettivamente era difficile fare di più”.
Gli si chiede del suo futuro, ma per ora tentenna: “Abbiamo avuto qualche contatto con l’estero, ma devo tener conto della famiglia che è la cosa più importante e perciò non è facile prendere questo tipo di decisione”.
Non vuole affrettare i tempi ma è chiaro che la cosa non è semplicissima. Il Lugano ha fatto sapere di tenere una porta aperta per lui: l’offerta fatta resta valida.
Ma lui sarebbe disposto a tornare indietro e accettarla?
“Con i dirigenti del Lugano ho un ottimo rapporto e se non dovessi trovare una sistemazione si potrebbe anche parlarne. Comunque, non per giocare con l’Under 21, questo è escluso. Magari per fare l’allenatore del settore allievi. Vedremo…”.
Bottani-Lugano è un matrimonio che forse non è finito. Non più come giocatore, chissà in un altro ruolo. È quello che in fondo sperano un po’ tutti i tifosi bianconeri.
Un pomeriggio pieno di sentimenti ed emozioni, con la premiazione per le sue 400 presenze in bianconero, che il Botta ha sentito tutto sulla sua pelle, anche quando gli è stato chiesto di entrare in campo a mezz’ora dalla fine.
Ci ha provato, ha lottato come al solito e ha anche scoccato l’ultimo tiro nello stadio di Cornaredo: “Peccato che sia finito alto, sarebbe stato bello chiudere con un gol”.
La giornata, come detto, è stata emotivamente pesante: “Oggi era difficile, le gambe non andavano come al solito, sapevo che sarebbe stata una partita strana. Oggettivamente era difficile fare di più”.
Gli si chiede del suo futuro, ma per ora tentenna: “Abbiamo avuto qualche contatto con l’estero, ma devo tener conto della famiglia che è la cosa più importante e perciò non è facile prendere questo tipo di decisione”.
Non vuole affrettare i tempi ma è chiaro che la cosa non è semplicissima. Il Lugano ha fatto sapere di tenere una porta aperta per lui: l’offerta fatta resta valida.
Ma lui sarebbe disposto a tornare indietro e accettarla?
“Con i dirigenti del Lugano ho un ottimo rapporto e se non dovessi trovare una sistemazione si potrebbe anche parlarne. Comunque, non per giocare con l’Under 21, questo è escluso. Magari per fare l’allenatore del settore allievi. Vedremo…”.
Bottani-Lugano è un matrimonio che forse non è finito. Non più come giocatore, chissà in un altro ruolo. È quello che in fondo sperano un po’ tutti i tifosi bianconeri.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)